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Medicina, respinti dal Tar i ricorsi contro il semestre filtro

I ricorsi presentati contro il semestre filtro di Medicina sono stati respinti dal Tar del Lazio: ecco quali sono le motivazioni del tribunale

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il Tar del Lazio ha respinto una serie di ricorsi contro il semestre filtro di Medicina, il nuovo sistema di ammissione inaugurato a settembre scorso. Vediamo quali sono state le motivazioni addotte dal tribunale.

Il Tar ha respinto i ricorsi contro il semestre filtro di Medicina

Il caso sembrava ormai chiuso: sono state ultimate le immatricolazioni e a marzo le lezioni sono riprese in tutte le università. Mancava però ancora un passaggio fondamentale, quello giudiziario. Il tema del semestre filtro di Medicina torna al centro del dibattito dopo che il Tar del Lazio ha bocciato vari ricorsi presentati contro la nuova modalità di accesso alle facoltà mediche.

Nel mirino dei ricorsi erano finite diverse componenti del semestre filtro, a partire dalla graduatoria, la cui struttura è stata modificata in corso d’opera dalla ministra Anna Maria Bernini. La scelta era arrivata dopo aver constatato che, con le regole previste dalla riforma di Medicina, troppi studenti non sarebbero stati ammessi, lasciando vacanti molti posti disponibili nelle università.

Come riportato da Open, che ha visionato le ordinanze del Tar, secondo il Tribunale amministrativo regionale del Lazio il semestre filtro, alla sua prima applicazione, non presenta anomalie tali da giustificare uno stop alle procedure. Vengono così confermate le graduatorie che ne sono derivate.

Cos’ha detto il Tar su graduatoria e rifiuto del voto degli esami

Uno dei nodi più discussi riguardava la modifica introdotta in corso d’opera che ha permesso anche a chi non aveva ottenuto subito la sufficienza in tutte e tre le materie di rientrare comunque in graduatoria, recuperando successivamente i voti mancanti. Il Tar ha spiegato che questa possibilità non altera l’impianto della selezione: non cambia le regole di fondo e non incide sui diritti di chi aveva superato tutte le prove nei primi due appelli nazionali.

Secondo il tribunale, la scelta del ministero dell’Università risponde all’esigenza di bilanciare due principi: da un lato garantire pari opportunità a tutti i candidati; dall’altro tutelare l’affidamento di chi aveva affrontato gli esami contando sulle regole iniziali. Per questo motivo, chi aveva superato tutte le prove fin da subito ha mantenuto la precedenza in graduatoria, mentre chi aveva bocciato uno o due esami ha potuto recuperarli senza che ciò comportasse uno stravolgimento del sistema.

Per quanto riguarda il recupero dei voti del primo appello in caso di insufficienza nel secondo, i giudici hanno specificato che questo limite è giustificato dalla natura stessa delle prove. Non si tratta di semplici test d’ingresso, ma di veri e propri esami che incidono sulla carriera universitaria degli studenti.

La posizione del Tar sulla presunta violazione dell’anonimato

Un’altra critica sollevata nei ricorsi riguardava la presunta violazione dell’anonimato durante lo svolgimento delle prove. In particolare, alcuni studenti avevano evidenziato il rischio che le etichette numeriche potessero rendere identificabili i candidati.

Il Tar ha però respinto anche questa contestazione, definendola priva di riscontri concreti. Secondo i giudici, le accuse si basavano su ipotesi non dimostrate e non supportate da riscontri oggettivi.

Il tribunale ha anche respinto le contestazioni legate ai presunti "disagi sociali" e alla presunta "compressione del diritto allo studio" derivanti dal semestre filtro. I giudici hanno osservato che il diritto allo studio risulta garantito dagli strumenti previsti dall’ordinamento, come borse di studio e misure di sostegno economico, e che il semestre filtro non incide su queste tutele.