Medicina, si cambia: torna il vecchio test d'ingresso? Le novità
Sono in cantiere alcune novità per l'accesso alle facoltà di Medicina a partire dal prossimo anno accademico: torna il vecchio test d'ingresso?
L’accesso a Medicina cambia ancora. Dopo i risultati fallimentari del primo appello del semestre filtro e le polemiche che non si arrestano, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini sta pensando ad alcuni correttivi alla riforma per il 2026. Il vecchio test d’ingresso sembra riaffacciarsi come spettro nel confronto pubblico. Ma torna davvero il cosiddetto “quizzone”? Vediamo cosa ha detto Bernini in merito e quali sono le novità che potrebbero modificare l’ammissione alle facoltà mediche dal prossimo anno accademico 2026-2027.
- L'accesso a Medicina cambia: l'annuncio di Bernini
- Medicina, torna il vecchio test d'ingresso? Cosa ha detto Bernini
- Le tre novità su accesso a Medicina e semestre filtro dal 2026
L’accesso a Medicina cambia: l’annuncio di Bernini
Il semestre filtro, introdotto dalla riforma Bernini per sostituire il tradizionale test d’ingresso, ha avuto un esordio tutt’altro che positivo. I risultati del primo appello hanno messo in allarme il ministero: troppi studenti rischiano di restare esclusi e molti posti disponibili nelle università potrebbero rimanere vuoti. Una situazione che ha generato proteste diffuse e acceso il dibattito pubblico e politico.
Per questo la ministra ha annunciato un decreto straordinario che aprirà la graduatoria anche a chi non ha superato uno o più esami, consentendo comunque l’ingresso con l’obbligo di recuperare i crediti mancanti entro fine febbraio. L’atto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarà firmato dopo la pubblicazione degli esiti del secondo appello, prevista per il 23 dicembre.
La graduatoria sarà articolata in due fasi: nella prima verranno ammessi gli studenti che hanno ottenuto almeno 18 in tutte e tre le prove previste (Fisica, Chimica e Biologia); nella seconda, invece, troveranno posto coloro che hanno riportato insufficienze. Una volta assegnati i posti, gli studenti dovranno ripetere gli esami non superati secondo modalità stabilite autonomamente dai singoli atenei.
Questo correttivo, pensato in corso d’opera, mira a evitare che centinaia di posti restino vacanti nelle facoltà di Medicina dal prossimo semestre. E dal 2026? Le regole di accesso a Medicina cambieranno ancora.
Medicina, torna il vecchio test d’ingresso? Cosa ha detto Bernini
Cosa significa che il sistema per l’ammissione a Medicina cambia ancora? Forse che si torna al vecchio test d’ingresso, ovvero il “quizzone” che la ministra ha voluto abolire con la sua riforma? Bernini ha chiarito: “Non ci sarà nessun passo indietro, nessun ritorno al test d’ingresso“. Lo ha detto durante l’incontro con i rappresentanti del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) che si è svolto nel pomeriggio del 16 dicembre, mentre fuori dal ministero era in corso un flash mob contro il semestre filtro promossa dall’Unione degli studenti (Udu).
Bernini, pur ribadendo la volontà di mantenere il nuovo modello, ha riconosciuto la necessità di introdurre modifiche per superare le criticità emerse. Il semestre filtro, dunque, non sarà cancellato, ma corretto.
Le tre novità su accesso a Medicina e semestre filtro dal 2026
Guardando al futuro, Bernini sta pensando a tre correttivi per il semestre filtro a partire dal 2026:
- durata più lunga delle lezioni: invece delle dieci settimane sperimentate quest’anno, l’idea è quella di estendere il periodo di insegnamento per consentire agli studenti di assimilare meglio i contenuti e prepararli maggiormente ai tre test da sostenere;
- riduzione del programma d’esame;
- maggiore tempo tra lezioni ed esami così da permettere una migliore preparazione agli studenti.
Questi interventi rappresentano il tentativo di salvare la riforma senza tornare al vecchio sistema, apportando delle modifiche per evitare i problemi che si sono riscontrati quest’anno nella sua prima applicazione.
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