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Giorgia Meloni ANSA

Col Decreto Scuola Meloni cancella un'"ingiustizia": il messaggio

Meloni spiega perché il governo vuole chiamare licei gli istituti tecnici e professionali e rivolge un messaggio agli studenti e alle studentesse

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Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

"C’è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni": ha esordito con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post pubblicato sulla sua pagina ufficiale Facebook. Il tema è relativo agli istituti tecnici e professionali, che con il nuovo Decreto Scuola, approvato il 24 settembre 2026 dal Consiglio dei ministri, cambieranno denominazione.

La premier ha spiegato in cosa consiste tale pregiudizio e ha chiarito perché il governo vuole cambiare il nome di questi istituti. Secondo Meloni, infatti, considerare i percorsi tecnici e professionali una scelta di minor valore rispetto al liceo penalizza gli studenti e non riconosce il ruolo delle competenze che vi si apprendono. Nel suo intervento ha rivolto anche un messaggio ai ragazzi che presto dovranno scegliere la scuola superiore.

Giorgia Meloni spiega qual è il pregiudizio che dovremmo superare

Con il nuovo Decreto Scuola, che apporta diverse novità nel sistema scolastico italiano, il Consiglio dei ministri ha stabilito che gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e gli istituti professionali diventeranno licei professionali. "Non è un semplice cambio di ‘targa’. È una rivoluzione culturale, che riconosce finalmente a quei percorsi la stessa dignità degli altri – ha commentato Giorgia Meloni -. Perché per noi le scuole sono di pari valore, come i ragazzi che le frequentano".

Quello che va superato è infatti un pregiudizio che dura da decenni, ovvero che chi sceglie un istituto tecnico o professionale farebbe una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. "È un’ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l’Italia – ha aggiunto la premier -. Perché il nostro tessuto produttivo ottiene i risultati che ottiene grazie a chi sa fare: tecnici, meccatronici, chimici, periti agrari, geometri, cuochi, artigiani, informatici, che sono splendidamente formati".

Insieme a tale riforma, come annuncia il Capo del Governo, arrivano anche la revisione del monte ore degli istituti tecnici e 10 milioni di euro in più stanziati per i campus della filiera formativa tecnologica-professionale.

Le scuole superiori, dunque, verranno trasformate tutte in licei, però è da chiarire un concetto: cambierà la denominazione, ma non verrà modificato il percorso di studio, che rimarrà diverso nei vari indirizzi.

Il messaggio di Giorgia Meloni agli studenti

La strada percorsa dal governo segue quella tracciata con il Liceo del Made in Italy e con la riforma del "4+2", che quest’anno entra ufficialmente a regime e che offre agli studenti una doppia opportunità: ci si può specializzare in un ITS Academy oppure si può entrare subito nel mercato del lavoro.

"Questo significa mettere la scuola accanto al lavoro che c’è, invece di lasciare le imprese a cercare per mesi profili che nessuno forma", commenta Meloni, che conclude il suo intervento con un messaggio di incoraggiamento lanciato alle studentesse e agli studenti della terza media che quest’anno dovranno decidere quale percorso di studi intraprendere l’anno prossimo: "Ai ragazzi che, l’anno prossimo, dovranno scegliere che scuola fare dico una cosa semplice: nessuna scelta vi renderà meno. L’Italia ha bisogno di voi esattamente come siete, senza etichette e pregiudizi".