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Meloni tra educazione sessuale a scuola e Maturità: nuovi annunci

I nuovi annunci sulla scuola di Giorgia Meloni: cosa ha detto la presidente del Consiglio ad Atreju su educazione sessuale ed esame di Maturità

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il 14 dicembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiuso Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia giunta quest’anno alla sua 26esima edizione. Dal palco della manifestazione, la premier ha anche parlato di scuola, toccando i temi dell’educazione sessuale e della riforma della Maturità.

Cos’ha detto Meloni ad Atreju sull’educazione sessuale a scuola

Giorgia Meloni ha parlato per un’ora dal palco di Atreju elogiando l’operato del suo governo. Tra le varie misure passate in rassegna, la presidente del Consiglio ha parlato anche delle riforme messe a punto in tema di istruzione partendo dal disegno di legge sul consenso informato (ddl Valditara) approvato alla Camera e adesso al vaglio del Senato per il via libera definitivo.

“Sono orgogliosa – ha detto – che il nostro governo stia difendendo la libertà educativa e il ruolo dei genitori nell’educazione dei figli. Per questo rivendico con orgoglio la norma sul consenso informato per l’educazione sessuale nelle scuole, perché una volta per tutte educare i figli su materie così delicate è compito dei genitori“.

Il ddl Valditara prevede che le scuole medie e superiori, unici gradi scolastici in cui si può fare educazione sessuale, debbano ottenere il consenso preventivo delle famiglie prima di svolgere qualsiasi attività che tratti temi legati alla sessualità.

Lo Stato non può sostituirsi alla famiglia – ha proseguito Meloni -. Può sostenerla, può accompagnarla, ma niente di più. Perché i figli non sono dello Stato, non sono di una ideologia. I figli sono delle mamme e dei papà. E uno Stato che pretenda di sostituirsi a quelle mamme e a quei papà ha dimenticato i suoi limiti”, ha affermato la premier.

“Come il limite superato da chi non si è fatto remore, lo ricordava prima Matteo (Salvini), a difendere la decisione di mettere in comunità dei bambini che vivono con i propri genitori nella natura. E poi però rimane in silenzio davanti alla vergogna di bambini che vivono nelle baraccopoli, nei campi rom, che vengono mandati a fare accattonaggio o vengono mandati a rubare”, ha continuato facendo riferimento al caso della famiglia che vive nel bosco a Palmoli (Chieti).

L’annuncio di Giorgia Meloni sulla Maturità ad Atreju

Questi sono “banali principi di buon senso”, ha commentato Meloni, aggiungendo che “ce n’è un altro che riguarda sempre la scuola”. E cioè “che tutti devono poter partire dalle stesse condizioni, ma chi si impegna di più ha diritto di essere premiato a scuola come nelle università, perché è da lì che passa il destino della nostra nazione”.

La premier ha così citato la riforma dell’esame di Maturità, che tra le altre cose prevede la bocciatura di chi decide di non rispondere alle domande della commissione nella prova orale. “Ti rifiuti di parlare all’esame di Maturità per protesta? Sei libero di farlo, ma vieni bocciato“. Perché, ha spiegato, “l’Italia che abbiamo in mente deve essere anche una nazione finalmente meritocratica, libera dalla gabbia ideologica e asfissiante del ’68. Un’Italia che dice basta con il lassismo perché è arrivato il tempo delle regole“, ha concluso Giorgia Meloni.

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