Meno ore di studio a scuola: il libro da leggere per prof Maggi
Il professor Maggi ha parlato della licealizzazione della scuola italiana e ha citato un libro da leggere per spiegare come sta la scuola italiana
Il professor Andrea Maggi, noto volto televisivo anche per il programma Rai Il Collegio, in un suo intervento ha spiegato non solo qual è la situazione della scuola italiana, che è stata oggetto di una “licealizzazione” alle scuole superiori, ma ha anche consigliato un libro da leggere per comprendere la strada che la formazione italiana sta prendendo.
La riflessione di prof Maggi sulla “licealizzazione” delle scuole superiori
In un intervento a Il Gazzettino, il professor Andrea Maggi ha fatto una profonda riflessione sulla scuola del nostro Paese: “Da anni assistiamo a un dibattito senza fine su quanto la scuola italiana sia poco efficace nel finalizzare le competenze degli studenti in funzione degli sbocchi lavorativi offerti dal mercato del lavoro e di quanto fatichi nell’aggiornarsi, di modo da adeguare le conoscenze impartite alle reali esigenze future”.
Il docente ha poi continuato nella sua analisi: “Abbiamo pertanto visto realizzarsi riforme della scuola finalizzate a far fronte a tali critiche con la licealizzazione della scuola secondaria di secondo grado“. Secondo Maggi, “il Liceo è divenuto un macroinsieme sempre più vasto di sottoinsieme declinati in svariatissime sfumature, a seconda delle specifiche specializzazioni che i poli liceali intendevano offrire alla popolazione scolastica”.
Andrea Maggi ha analizzato la situazione scolastica attuale: “Dai tradizionali licei classico e scientifico della riforma gentiliana, oggi ci ritroviamo con una vastissima gamma di licei, come quello delle scienze applicate, musicale, coreutico, delle scienze umane e, ultimo nato, quello del Made in Italy”.
L’insegnante ha spiegato che molti di questi nuovi indirizzi hanno diminuito le ore di latino e, in alcuni casi, le hanno anche eliminate. Solo il liceo classico (che mantiene latino e greco) “è visto da moltissimi come il residuato bellico antidiluviano di una scuola che non vuole più nessuno”.
La sua analisi sul giornale continua parlando della nuova riforma delle scuole superiori, “con una riduzione a un modello 4+2 per gli istituti tecnici e professionali, che permetterà agli studenti di concludere le superiori non più in cinque anni, ma in quattro, e di poter frequentare direttamente i corsi degli ITS Academy; in altre parole, percorsi lavorativi specifici”. Secondo lui “la scuola si avvia ad assecondare le critiche per cui un eccessivo lavoro intellettuale rischia di tenere i giovani eccessivamente disconnessi dalla realtà”.
Andrea Maggi e il libro “La lingua salvata” di Elias Canetti
Questa sua riflessione gli ha riportato alla mente un “capolavoro della letteratura mitteleuropea, La lingua salvata di Elias Canetti. Il romanzo narra l’autobiografia dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autore stesso in un arco di tempo che va dai primi del Novecento agli anni Venti”. Durante una visita, il ragazzo e la madre discutono: “Per quanto lei gli abbia trasmesso un amore incondizionato per la lettura, per la musica e per il teatro fin da quando era molto piccolo, d’un tratto si dimostra molto ostile nei confronti di alcune scelte del giovane, in particolare del suo amore per l’arte e per un certo tipo di letture giudicate da lei eccessivamente leggere”.
Il problema del rapporto tra madre e figlio, ha spiegato prof Maggi (che tornerà presto in tv con Il Collegio), è nel fatto che il giovane ama lo studio in sé, mentre la madre vorrebbe che iniziasse ad affacciarsi a una realtà più adulta, obbligandolo a trasferirsi dalla pacifica Svizzera in una Germania interessata dalla crisi economica e dalla sconfitta nella Grande Guerra.
“La madre spera così che la vita scomoda in Germania permetta al figlio, di famiglia di ebrei commercianti, di fare le esperienze giuste per crescere. E proprio in Germania, scrive Canetti, come il primo uomo egli nacque ‘veramente alla vita con la cacciata dal paradiso'”. L’intervento di prof Maggi si conclude poi così: “Assurdo come una cosa considerata astratta come la letteratura possa impartirci una lezione così concreta e profonda“.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!