Messico-Inghilterra, niente scuola? Governo replica al ct Tuchel
Il Governo inglese ha risposto a Tuchel: il ct della nazionale aveva chiesto alle famiglie di tenere a casa i figli da scuola per la prossima partita
Il Governo di Sua Maestà Carlo III ha risposto al commissario tecnico della nazionale inglese e la replica potrebbe non piacere a Thomas Tuchel. Il ct, infatti, si era rivolto a tutti i genitori che hanno figli e figlie che ancora vanno a scuola: in Inghilterra, infatti, l’anno scolastico termina alla fine del mese di luglio. La sua proposta per evitare a bambini e ragazzi la scuola in vista della partita dei Mondiali 2026 tra Messico e Inghilterra non è piaciuta al Governo britannico.
La richiesta di Tuchel in vista della partita dei Mondiali Messico-Inghilterra
Il commissario tecnico della nazionale inglese Thomas Tuchel si è rivolto alle famiglie inglesi con bambini e ragazzi in età scolare. In vista della prossima partita dei Mondiali 2026 tra Messico e Inghilterra, ha lanciato un appello per permettere ai più giovani di stare a casa da scuola lunedì 6 luglio 2026.
Il match, valido per gli ottavi di finale, si disputerà domenica 5 luglio alle ore 18 ora locale in Messico, all’Estadio Azteca. Nel Regno Unito sarà l’1 di notte del giorno successivo. L’allenatore ha chiesto di far stare a casa ragazzi e bambini nella giornata di lunedì, visto che la partita finirà tardi e i giocatori hanno bisogno di tutto il supporto possibile.
"Scrivete una giustificazione e lasciateli guardare la partita", ha detto l’allenatore, chiedendo alle famiglie di non far andare a lezione i loro figli, perché tanto "di scuola ne hanno ancora tantissima da fare" mentre "i Mondiali ci sono solo ogni quattro anni".
Tuchel ha chiesto che tutti possano "guardare l’Inghilterra: sarà una partita importantissima e abbiamo bisogno del supporto di tutti, specialmente dei bambini".
Cos’ha risposto il Governo al ct dell’Inghilterra Tuchel
Purtroppo per il commissario tecnico della nazionale inglese la richiesta non è stata accolta dal Governo. La segretaria di Stato per l’Istruzione, Bridget Phillipson (nota anche per la questione del latino nelle scuole), ha detto no alla proposta fatta da Thomas Tuchel. "È una partita a tarda ora, ma i bambini possono comunque essere a scuola il giorno dopo", ha detto la ministra, tagliando corto sull’ipotesi di non mandare i bambini e i ragazzi a scuola quel giorno.
Anche Jacqui Smith, ministra delle Competenze, ha bocciato l’idea di Tuchel: "Non voglio fare la guastafeste, ma il vero problema sono i ragazzi che non hanno l’istruzione necessaria per andare avanti nella vita". Più morbido, invece, il sindacato dell’istruzione Neu. Il segretario generale Daniel Kebede ha illustrato una soluzione possibile: "Sarebbe positivo se il ministero riconoscesse l’importanza dell’evento e permettesse un inizio flessibile della giornata scolastica". In questo modo si potrebbe evitare per quel giorno l’assenteismo di massa e venire incontro anche ai professori che potrebbero ritrovarsi classi di bambini e adolescenti stanchi per la notte trascorsa davanti alla partita e un’attenzione non certo molto alta.
Ufficialmente, dunque, le scuole saranno aperte e le lezioni si svolgeranno in modo regolare. Resta la possibilità che ogni famiglia decida di tenere a casa i propri figli, per evitare un risveglio molto presto la mattina seguente un match così importante, soprattutto in caso di vittoria perché in questa circostanza i festeggiamenti potrebbero prolungarsi fino all’alba.