Metal detector a scuola, cosa pensano gli italiani: il sondaggio
Cosa ne pensano gli italiani e i giovani della proposta di Valditara di installare nelle scuole più a rischio violenza dei metal detector mobili
Dopo la morte di un 18enne a La Spezia, ferito gravemente da un compagno di scuola di 19 anni armato di coltello, in Italia è scoppiata la polemica sulla sicurezza di studenti e studentesse. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto di installare in tutti gli istituti scolastici dei metal detector, ma cosa ne pensano gli italiani e i giovani di questa idea?
I dati sulle aggressioni con coltelli tra i ragazzi
Quante sono le aggressioni avvenute tra ragazzi che hanno usato una lama per ferire chi avevano di fronte? Secondo i dati dello studio Espad Italia 2025 dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, questi gesti violenti tra giovani e giovanissimi dal 2018 sono aumentate da 35.000 a 90.000. Tra minorenni sono in crescita gli episodi di violenza e sempre più spesso scende l’età di chi ha un’arma in mano.
Se si va più a fondo dell’analisi, sono circa 87mila gli studenti con età compresa tra i 15 e i 19 anni che nel 2025 hanno usato armi e coltelli “per ottenere qualcosa da qualcuno”: è il 3,5% dei 2,5 milioni degli iscritti alle scuole superiori in Italia. Questa indagine ha anche svelato che il 5% degli intervistati ha voluto far “seriamente male a qualcuno” (125mila persone), mentre il 3,6% ha rivelato di aver colpito un insegnante nell’ultimo anno.
Valditara e la proposta di installare metal detector a scuola
Dopo la morte di uno studente a La Spezia, ucciso dopo essere stato accoltellato a scuola da un compagno, Giuseppe Valditara in un’intervista ha annunciato di voler consentire ai dirigenti scolastici di “quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche” di scegliere se “installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector“. In quell’occasione il ministro, ricordando che bisogna “impedire radicalmente che i giovani usino le armi“, aveva anche sottolineato che bisogna “insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni”.
Molte voci si sono levate contro il ministro, come ad esempio quella del professor Enrico Galiano, che ha anche stilato i 14 motivi del suo no. Mentre prof Andrea Maggi ha parlato dei costi dei metal detector a scuola. Il pedagogista Novara si è detto contrario all’idea di Valditara e gli ha lanciato un appello, mentre per lo psichiatra Crepet questo è “l’ultimo dei suoi pensieri”.
Il ministero, però, sarebbe già pronto a rendere nota una circolare sui metal detector mobili che i presidi potranno chiedere di utilizzare all’interno dei loro istituti: “Stiamo preparando una circolare con il collega Piantedosi, sarà una risposta alle richieste delle scuole”, ha detto il titolare del dicastero di Viale Trastevere ospite della trasmissione Tv “Cinque Minuti”. Secondo il ministro “sarebbe veramente grave dividersi: ho sentito alcune polemiche dell’opposizione, si è parlato di repressione. No, semplicemente si tratta di difendere e garantire la sicurezza di chi lavora nella scuola e dei nostri ragazzi”.
Cosa ne pensano gli italiani dei metal detector a scuola
Un sondaggio realizzato da Only Numbers ha svelato cosa pensano gli italiani della violenza tra giovani e giovanissimi e delle soluzioni pensate per arginare il fenomeno. Il 37,5% degli intervistati crede che le cause di questi episodi debba essere ricercato in un mix di fattori sociali e culturali (20,0%), nella mancanza di regole e di controllo (17,9%), nei problemi legati alla famiglia di provenienza (12,2%), senza tralasciare le responsabilità individuali (4,0%) ed economiche (3,0%).
Quale strada intraprendere per far diminuire questi gesti violenti? Secondo il 55% l’inasprimento delle pene potrebbe essere una strada utile da perseguire, mentre il 32,7% non crede che lo sia. Contraria una gran parte dell’elettorato di sinistra (58,2% degli elettori del PD, 71,6& tra quelli di Alleanza Verdi e Sinistra, 70,5% tra quelli di Azione).
In riferimento alla proposta di Giuseppe Valditara di installare metal detector nelle scuole, invece, il 59,2% degli intervistati ha espresso un parere favorevole, con un consenso alto tra i sostenitori dei partiti al Governo (77%), mentre più limitato tra gli elettori delle opposizioni (44%).
Inoltre, un cittadino su due (il 52,7%) crede che le istituzioni debbano rafforzare le misure di controllo e sicurezza (22,4%) e investire anche nella prevenzione, con un migliore supporto psicologico (17,1%).
Cosa ne pensano i giovani tra i 18 e i 24 anni
Se si va a intercettare il campione di giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni, invece, sale al 55,2% la percentuale di chi è contrario all’inasprimento delle pene.
Se si fa riferimento, infine, all’idea di dotare ogni scuola di metal detector, il 65,6% dei ragazzi si dice contrario.
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