Metal detector a scuola: cosa prevede la circolare di Valditara
I ministri Valditara e Piantedosi hanno diramato una circolare congiunta per prevenire l'uso dei coltelli a scuola, anche ricorrendo ai metal detector
I ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi hanno preparato una circolare per contrastare l’uso dei coltelli tra i giovani. Il testo contiene tutte le misure previste dal ministero dell’Istruzione e del Merito e da quello dell’Interno, per prevenire atti di violenza all’interno delle scuole. Il titolare del dicastero di viale Trastevere aveva promesso di intervenire, alla luce di quello che è accaduto a La Spezia, dove uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato da un compagno di scuola 19enne. Nella circolare si parla anche dell’installazione di metal detector a scuola.
La circolare di Valditara e Piantedosi contro i coltelli a scuola
La circolare scritta dai ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi, dal titolo “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”, contiene indicazioni volte a contrastare l’uso di coltelli tra i giovani, prevedendo controlli di sicurezza “mirati”, che devono essere individuati “per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità”.
La circolare è già stata inviata a prefetti, ai commissari di governo per le province di Trento e Bolzano, al presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta e ai dirigenti degli uffici scolastici regionali.
“La scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza. La formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà”, si legge nella circolare redatta, nella quale si ricorda che diversi episodi di violenza, anche gravi, “hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata”.
I due ministri nel testo hanno scritto che queste “misure di controllo diventano parte integrante di una strategia complessiva che mira a creare contesti educativi sicuri e regolati, all’interno dei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Allo stesso modo, le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino”.
Quali sono le misure di sicurezza previste a scuola
Nella circolare congiunta si legge che “per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”. Potranno essere coinvolte anche altre figure, come “i referenti di strutture sanitarie e servizi sociali nonché quelli delle altre realtà istituzionali e territoriali interessate, al fine di pervenire ad una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà”.
Per quello che riguarda i controlli di sicurezza, si potranno valutare gli interventi da fare, in base ai profili di criticità (“come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo”, si legge nella circolare). In caso di situazioni molto gravi, “previe intese e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”.
Per le modalità di utilizzo di questi strumenti si terranno “riunioni tecniche presso le questure, anche con il coinvolgimento degli stessi dirigenti scolastici, e dovranno assicurare, tra l’altro, che l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”.
Inoltre, saranno introdotti anche sistemi strutturati di monitoraggio, per valutare l’impatto concreto delle soluzioni messe in atto. “Tale attività di osservazione permetterà, inoltre, di riconoscere tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi, nonché di valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale”.
Chi è contrario ai metal detector a scuola
Dopo l’annuncio di Giuseppe Valditara del possibile ricorso ai metal detector nelle scuole, molte voci si sono levate contro. Sono contrari a tali strumenti diversi professori (prof Galiano ha subito detto no alla misura, svelando anche i motivi della sua contrarietà, mentre prof Maggi ha sollevato la questione dei “costi” per le scuole), ma anche esperti di pedagogia e psicologia, come il pedagogista Daniele Novara e lo psichiatra Paolo Crepet.
Sul tema sono stati intervistati anche gli italiani e in particolare i giovani, che si dividono sull’utilità o meno dei dispositivi di controllo all’ingresso a scuola.
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