Metal detector a scuola, in arrivo la circolare del ministero
Il ministro dell'Istruzione e del Merito ha annunciato l'invio di una circolare sui metal detector mobili che saranno usati su richiesta dei presidi
Dopo gli episodi di accoltellamenti in alcune scuole da parte di studenti, si è riaperto il dibattito sull’introduzione di metal detector che permettano d’individuare e bloccare l’introduzione di armi nelle aule. In televisione, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato l’invio di una circolare per rispondere alle richieste dei presidi.
L’annuncio di Valditara sui metal detector a scuola
Il ministro dell’Istruzione e del Merito è stato ospite della trasmissione Tv “Cinque Minuti”, all’interno della quale ha annunciato l’arrivo imminente di una circolare che consentirà al provvedimento sui metal detector di entrare in funzione subito, aggirando le polemiche politiche legate al nuovo pacchetto sicurezza.
“Stiamo preparando una circolare con il collega Piantedosi, sarà una risposta alle richieste delle scuole”, ha detto Valditara.
Il ministro ha sottolineato che su questo tema “sarebbe veramente grave dividersi: ho sentito alcune polemiche dell’opposizione, si è parlato di repressione. No, semplicemente si tratta di difendere e garantire la sicurezza di chi lavora nella scuola e dei nostri ragazzi”.
Il titolare dell’Istruzione ha poi citato un sondaggio secondo cui “il 60% dei giovani è favorevole a introdurre dei controlli, ed è anche logico perché i controlli sono per garantire la loro sicurezza”.
Il piano del ministro Valditara sui metal detector nelle scuole
Ma in cosa consisterebbe il provvedimento di Valditara? La misura prevederebbe di mettere a disposizione degli istituti di “maggior rischio“, come ha spiegato lo stesso ministro dell’Istruzione, dei metal detector mobili, come quelli che si usano per esempio nei concerti.
Saranno i dirigenti scolastici a richiederli alle forze dell’ordine qualora sia stata segnalata la presenza di coltelli o altre armi da taglio. Il modello è quello della prima scuola ad aver chiesto e ottenuto l’uso del metal detector, ovvero l’istituto Marie Curie di Ponticelli, a Napoli.
Grazie a un accordo con la Prefettura fatto dalla preside Valeria Pirone, dallo scorso anno ogni tanto, a sorpresa, arrivano le forze di polizia che controllano i ragazzi con il loro metal detector portatile al momento dell’ingresso a scuola.
Le critiche ai metal detector a scuola, da Galiano a Maggi
Il tema dei metal detector è divisivo e vede diverse voci note critiche sull’introduzione di questi sistemi di sicurezza a scuola.
Per esempio Enrico Galiano ritiene che l’idea dei metal detector all’ingresso delle scuole nasce da una logica emergenziale che guarda al sintomo e non alla causa.
“Quando succede qualcosa di grave, il bisogno di ‘fare subito qualcosa‘ è comprensibile. Meno comprensibile è scegliere sempre la cosa più visibile, più rumorosa, più scenografica“, ha scritto il prof in un articolo pubblicato su Il Libraio.it.
Secondo il prof, si dovrebbe piuttosto puntare sulla prevenzione, rendendo curriculari le ore di educazione affettiva negli istituti.
Anche Andrea Maggi storce il naso sull’iniziativa del ministero e invita a fare due conti. Il professore ha sottolineato che un metal detector a porta costa circa 1.500 euro escluso il montaggio. Se si ipotizza di installarne almeno due per ogni istituto scolastico italiano “il costo di questa operazione-sicurezza ammonterebbe a circa 120 milioni di euro”.
Dal momento che, da anni, la scuola pubblica denuncia la mancanza di materiali essenziali, “a partire dalla carta igienica”, l’ingente spesa per i metal detector “suscita un certo sbigottimento”.
Per Andrea Maggi si tratterebbe infatti di una “spesa consistente” che avrebbe un “impatto zero” nella lotta contro la violenza giovanile.