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Professore corregge i compiti in classe iStock

Mettere 2 per punizione a un alunno è legale? Cosa dice la legge

C'è uno Statuto che dagli anni '90 vieta ai prof di dare un'insufficienza agli studenti come punizione per un comportamento sbagliato a scuola

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Dare a un proprio allievo una valutazione insufficiente solo per punizione è legittimo o illegittimo a scuola? La legge parla chiaro, attraverso lo Statuto delle studentesse e degli studenti, che stabilisce diritti e doveri di ragazze e ragazzi che frequentano la scuola secondaria. In un articolo del decreto si specifica proprio che non è possibile dare valutazioni negative, che possono influire sul profitto e sulla media, per punire un alunno per il suo comportamento sbagliato avuto in classe.

Perché non si può dare un’insufficienza per punire il comportamento

Cosa può fare un insegnante se scopre in classe uno studente o una studentessa che copia un compito in classe o che ha un comportamento non consono? Di sicuro non può dare una valutazione insufficiente che va a influire sul profitto e sulla media dei voti. Non può dare un 2, un 3, un 4 come punizione, perché questo violerebbe la legge.

A stabilirlo, infatti, è lo Statuto delle studentesse e degli studenti, un regolamento che è stato redatto nel 1998 e che comprende regole che riguardano la vita della comunità scolastica, insieme ai diritti e doveri di ragazze e ragazzi che frequentano le scuole superiori.

L’articolo 4, incentrato sul tema della "Disciplina", al comma 3 spiega che "nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto". Che significa che non si possono dare valutazioni insufficienti per punire un atteggiamento o un gesto sbagliato compiuto dalla classe.

Cosa può fare un prof per punire gli studenti

Il comportamento di studenti e studentesse ha già una sua valutazione specifica, presente nella pagella del I e del II quadrimestre: si tratta del voto di condotta, espresso in decimi e obbligatorio nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Ha un peso rilevante nello scrutinio finale, anche in seguito alla riforma fortemente voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

I professori per punire un comportamento non corretto messo in atto da studenti e studentesse in classe hanno anche altri strumenti a disposizione. Possono mettere una nota disciplinare, possono chiedere un colloquio con la famiglia per discuterne insieme o possono convocare il consiglio di classe per una sanzione.

Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti spiega che "i provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica". Bisogna tenere conto di questo aspetto e anche del fatto che "nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni". Inoltre, è bene ricordare che "la responsabilità disciplinare è personale".

Viene anche stabilito che le sanzioni sono temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e devono ispirarsi al principio della riparazione del danno. Infine, "allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica".

Cos’è lo Statuto delle studentesse e degli studenti

Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria è un regolamento governativo, emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica 249 del 24 giugno 1998. È stato redatto grazie a un confronto tra il ministero dell’Istruzione, su iniziativa del ministro Luigi Berlinguer, e gli studenti e le studentesse, attraverso le consulte provinciali.

Tramite il DPR del 21 novembre 2007 n° 235, lo Statuto è stato modificato. È stato, infatti, inserito l’art. 5-bis che ha introdotto il patto educativo di corresponsabilità, un documento che condivide diritti e doveri di studenti e studentesse e regola il rapporto tra scuola, alunni e famiglie.