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Lavoratori in azienda iStock

Migliori aziende dove lavorare: nessuna italiana nella Top 25

Quali sono le migliori aziende del mondo dove lavorare: nella top 25 di questa classifica non è presente nessuna realtà del nostro Paese

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Ci sono realtà lavorative a livello globale dove ogni giorno per i dipendenti è piacevoli recarsi a svolgere le proprie mansioni. Quali sono le migliori aziende al mondo dove lavorare? La classifica riguardante questi luoghi di lavoro è stata stilata nel 2025 e salta subito all’occhio un’assenza pesante nella Top 25: nelle prime venticinque posizioni dell’elenco, infatti, non c’è nessuna azienda italiana. Le imprese del bel Paese non sono tra le migliori al mondo.

L’indagine sulle migliori imprese al mondo

Ogni anno viene stilata la World’s Best Workplaces, una classifica annuale di Great Place to Work che include i 25 migliori ambienti di lavoro in tutto il mondo. Per la maggior parte si tratta di realtà lavorative americane, per quello che riguarda l’edizione 2025.

Il ranking si basa sulla richiesta di opinioni fatta a 9 milioni di collaboratori a livello globale, provenienti da organizzazioni certificate come “luoghi di lavoro eccellenti” in almeno cinque Paesi di diversi continenti e con più di 5mila dipendenti a livello mondiale.

Dai dati emersi, gli USA hanno il 64% di aziende in classifica, 9 su 25, seguiti dalla Germania con tre aziende (12%), dal Regno Unito e dall’Irlanda con due ciascuna (85), dalla Francia e dal Liechtenstein con una sola (4%).

Il settore dominante è quello dell’Information Technology (32%). A seguire troviamo quelli legati alla manifattura e produzione e ai servizi finanziari e assicurativi (12%), all’ospitalità, ai servizi professionali, alle biotecnologie e farmaceutica, al retail (8%) e quelli inerenti la sanità, l’edilizia e i trasporti (4%).

La classifica delle migliori aziende dove lavorare

La classifica World’s Best Workplaces 2025 comprende 25 realtà lavorative considerate le migliori a livello mondiale: ecco tutte le posizioni, dalla prima all’ultima, con i luoghi di lavoro dove secondo i collaboratori si lavora meglio:

  1. Hilton (Stati Uniti, ospitalità);
  2. Dhl Express (Germania, logistica);
  3. Cisco (Stati Uniti, tecnologie di rete e collaborazione digitale);
  4. Accenture (Irlanda, servizi professionali);
  5. Marriott International (Stati Uniti, alberghiero);
  6. AbbVie (Stati Uniti, pharma);
  7. TP (Francia, servizi professionali);
  8. Stryker (Stati Uniti, manifattura e produzione);
  9. Salesforce (Stati Uniti, information technology);
  10. MetLife (Stati Uniti, servizi finanziari e assicurativi);
  11. ServiceNow (Stati Uniti, information technology);
  12. Specsavers (Regno Unito, retail);
  13. Siemens Healthineers (Germania, assistenza sanitaria);
  14. Experian (Irlanda, information technology);
  15. Nvidia (Stati Uniti, information technology);
  16. Cadence (Stati Uniti, IT);
  17. Allianz (Germania, servizi finanziari e assicurazioni);
  18. Dow (Stati Uniti, manifattura e produzione);
  19. Viatris (Stati Uniti, biotecnologia e prodotti farmaceutici);
  20. Adobe (Stati Uniti, information technology);
  21. Crowdstrike (Stati Uniti, information technology);
  22. SC Johnson (Stati Uniti, manifattura e produzione);
  23. Trek Bicycle (Stati Uniti, retail);
  24. Hilti (Liechtenstein, edilizia e costruzioni)
  25. Admiral Group (Regno Unito, servizi finanziari e assicurativi).

Nessuna azienda italiana è presente nella Top 25

Alessandro Zollo, ceo di Great Place to Work Italia, come riportato da Forbes, ha spiegato: “Dall’analisi dell’edizione 2025 del ranking World’s Best Workplaces emerge il forte impatto generato da queste eccellenti organizzazioni. Non importa quale sia il paese o il continente di appartenenza delle diverse organizzazioni poiché ciò che conta è la fiducia che instaurano con i propri collaboratori”.

L’esperto ha aggiunto che “queste organizzazioni sono poi le stesse che superano i benchmark di mercato in termini di valore azionario e crescita e hanno una produttività estremamente più alta rispetto alla media dei loro competitor”.

In merito al fatto che nella top 25 della classifica non c’è nessuna azienda italiana, a differenza dell’anno scorso, il CEO ha riferito che “nonostante ben 19 delle 25 organizzazioni d’eccellenza abbiano una sede sul territorio italiano”, nel nostro Paese la cultura manageriale ha “ancora un limite rispetto all’importanza di imparare ad ascoltare e confrontarsi con i feedback dei collaboratori. Per poter riuscire a rispondere alle sfide epocali poste dall’attuale situazione economica e geopolitica il management delle organizzazioni italiane deve fare un bagno di umiltà”.

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