Migliori università d'Italia e mondo: classifica Greenmetric 2025
Greenmetric 2025 ha stilato la classifica degli atenei più sostenibili del mondo, nella top 100 hanno trovato posto diversi istituti italiani
Diverse università italiane sono entrate nella classifica Greenmetric 2025 che elenca quali sono i migliori atenei al mondo per sostenibilità, attenzione all’ambiente, ambito sociale e di governance. L’edizione di quest’anno è la 15esima e ha tenuto conto di migliaia di strutture in 105 Paesi.
La classifica Greenmetric 2025 delle università
La classifica Greenmetric 2025 presenta i risultati di un sondaggio online sulle condizioni e le politiche attuali relative agli sforzi di sostenibilità e ai miglioramenti istituzionali nelle università di tutto il mondo.
L’obiettivo è individuare gli atenei che mostrano più attenzione a tematiche come il cambiamento climatico globale, l’energia pulita, la conservazione dell’acqua, il riciclaggio dei rifiuti, i trasporti ecologici e l’educazione e la ricerca sulla sostenibilità.
La 15a edizione è basata sulle risposte riguardanti 1.745 istituzioni in 105 paesi.
Nel 2025 è stato introdotto un nuovo tema, “Promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nell’Istruzione Superiore: Storie dalle nostre Istituzioni e Comunità”. La classifica mira a incoraggiare una maggiore partecipazione delle università di tutto il mondo, promuovendo un impegno collettivo per costruire campus sostenibili per il futuro.
La top 10 delle migliori università del mondo
Nella top 10 delle università più sostenibili del mondo c’è anche un ateneo italiano, il più antico del mondo occidentale, che si rivela essere sempre all’avanguardia (nonostante l’età) e orientato verso un futuro migliore sia degli studenti che lo frequentano che dell’intero pianeta.
Si tratta dell’università di Bologna che ha conquistato il nono posto con un ranking complessivo di 9.487,5.
Al primo posto a livello mondiale c’è invece la Wageningen University & Research in Olanda con 9.600 punti, seguita dall’University College Cork in Irlanda, dalla Nottingham Trent University nel Regno Unito e dall’Umwelt-Campus Birkenfeld (Trier University of Applied Sciences) in Germania, tutte e tre con 9562.5 punti.
In quinta posizione c’è il primo ateneo non europeo: la Universidade de Sao Paulo USP in Brasile con 9.550 punti. Si torna poi in Olanda con l’University of Groningen (9.525), si passa agli Usa con l’University of California, Davis (9.512) e l’University of Connecticut (9.500).
In nona posizione c’è appunto Bologna e a chiudere la top ten è l’Universitat Bremen in Germania (9.437,5)
Le università italiane nella top 100 mondiale
Se si guarda alla top 100 mondiale, sono diverse le università italiane che trovano un posto per il loro impegno riguardo alla sostenibilità.
Dopo l’università di Bologna, al 12° posto c’è l’università Luiss di Roma (9.387,5) che conferma il 2° posto nazionale tra le università green.
Al 13° posto e terza in Italia c’è l’università di Torino (9.337,5) e al 18° posto il politecnico di Torino (9.267,5).
In 32esima posizione e quinta in Italia, nella classifica compare l’università de L’Aquila (8.950), mentre il primo ateneo milanese ha conquistare uno spazio nella top 100 è il politecnico di Milano che si piazza al 92° posto (8.647,5).
Si torna poi nel Centro Italia per l’ultimo ateneo valutato tra i 100 istituti più green in tutto il mondo. Si tratta dell’università politecnica delle Marche, in 96esima posizione con 8.625 punti.
“L’Ateneo pone grande attenzione al tema della sostenibilità, seguendo un approccio di tipo multidisciplinare – ha affermato il rettore Prof. Gian Luca Gregori – certi che lo sviluppo sostenibile sia frutto di un impegno che tocca le tre dimensioni: sociale, economica ed ambientale. Siamo entrati nella top 100 mondiale, confermiamo la presenza nelle migliori 10 italiane e il GreenMetric World Ranking ha dimostrato che stiamo migliorando alcuni importanti indicatori come l’uso razionale delle risorse, l’efficientamento energetico e il lavoro nella divulgazione culturale e scientifica. È su queste direzioni che procederemo, con ancora più determinazione”.