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Migliori università d'Italia, le Bandiere Verdi di Legambiente ANSA

Migliori università d'Italia: le Bandiere Verdi di Legambiente

Due università sono state premiate dall'associazione ambientalista per i loro studi sulla crisi climatica e sulla gestione collettiva del territorio

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Nel corso del decimo Summit nazionale delle Bandiere Verdi, Legambiente ha deciso di premiare anche due università italiane per i loro studi sulla crisi climatica e sulla gestione collettiva del territorio. Le Bandiere Verdi sono riconoscimenti consegnati alle realtà alpine che si distinguono per sostenibilità, volontariato e valorizzazione del territorio.

Le università premiate da Legambiente

Presso l’Urban Center a Rovereto, durante il X Summit nazionale delle Bandiere Verdi, sono stati assegnati 19 riconoscimenti a coloro che si sono dimostrati in prima linea nella cura dei beni comuni, nella rigenerazione dei territori, nel puntare su economie locali, turismo dolce, territorio, studio e conoscenza.

Legambiente ha scelto cinque categorie: "Comunità e rigenerazione dei territori" e "Conoscenza e ricerca" sono le due aree con più bandiere verdi premiate, ben sei a testa, seguite da quelle su "Cura dell’acqua e degli ecosistemi" ed "Economie e filiere locali", con cinque bandiere verdi a testa, e "turismo e abitare" con quattro vessilli green.

Tra le premiate, ci sono anche le università di Torino e Trento rispettivamente impegnate nello studio dell’ermellino come indicatore della crisi climatica e nella governance del territorio con un corso, primo in Italia, di "Antropologia culturale dei domini collettivi e dei territori" promosso insieme a Slow Food Trentino-Alto-Adige e aperto a tutti gli studenti e le studentesse dell’Ateneo.

Il progetto dell’università di Torino per l’ermellino

L’università di Torino ha avviato il progetto ERMLIN e dato vita a una campagna per la tutela di questo animale. A curare l’iniziativa è Marco Granata, biologo e dottorando in ecologia, tra i maggiori esperti europei della specie.

Il progetto ERMLIN ha l’obiettivo di monitorare la distribuzione degli ermellini sulle Alpi, studiarne il comportamento e valutare l’impatto delle trasformazioni ambientali e delle attività umane.

Sono utilizzati metodi di ricerca non invasivi e lo scopo è colmare una grave lacuna di dati su una specie ancora poco studiata in Italia.

ERMLIN è anche stato al centro di una campagna di raccolta fondi, avviata per sostenere le attività scientifiche e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione dell’ermellino.

Un’iniziativa che ha assunto un valore simbolico particolare in seno alle Olimpiadi invernali Milano – Cortina, evento in cui proprio l’ermellino è stato scelto come mascotte, diventando ambasciatore della fauna alpina.

Il corso dell’università di Trento

L’antropologa Marta Villa è la docente del primo corso in Italia di Antropologia culturale dei Domini Collettivi e dei Territori di Vita previsto nell’offerta formativa del corso di laurea magistrale in Global and Local studies all’università di Trento.

L’obiettivo principale del corso consiste nell’acquisizione delle conoscenze e competenze specifiche dell’antropologia culturale dei Domini Collettivi, dei Territori di Vita dell’ambiente e del paesaggio necessarie per leggere il territorio in chiave socio-culturale attraverso l’etnografia, metodologia scientifica della disciplina, nella sua dimensione applicativa e pubblica.

Come si legge nel catalogo dell’università di Trento, il corso si caratterizza per l’approccio ecologico e interdisciplinare attraverso sia la presentazione di case study relativi al territorio alpino (in particolare le Provincie di Trento e Bolzano), con confronti desunti dal panorama italiano ed europeo, sia l’intervento di informatori chiave o esperti di altre discipline che si occupano della tematica dei Domini Collettivi e dei Territori di Vita.

I frequentanti svolgono un breve percorso di ricerca empirica durante il quale analizzano attraverso la ricerca etnografica Domini Collettivi e Territori di Vita presenti in Provincia di Trento su tematiche relative alla dimensione ecologica, ecosistemica, conflittuale e di presidio socio-culturale del territorio.