Monica Bellucci si svela: "I professori storcevano il naso"
L'attrice Monica Bellucci, premiata a Locarno, per la sua interpretazione in "Ketticè", ha svelato come si comportavano con lei i professori a scuola
- Monica Bellucci ricorda gli anni da studentessa-lavoratrice, quando alternava scuola e impegni da modella tra città diverse, non senza difficoltà con i professori.
- L’attrice lega il suo percorso a Locarno e al film “Ketticè”, dove interpreta una madre in crisi, e ribadisce il legame profondo con Italia e Umbria.
- Parlando di violenza e società, invoca più educazione civica ed empatia a scuola e in famiglia, mentre ripercorre il suo diploma classico e gli studi di Giurisprudenza.
Monica Bellucci ha iniziato molto presto a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Andava ancora a scuola quando ha cominciato a lavorare come modella, per poi diventare un’attrice rinomata a livello nazionale e internazionale. L’interprete di Città di Castello ha raccontato che non è stato sempre semplice, soprattutto perché alcuni "professori storcevano il naso" quando lei tornava in classe.
Il ricordo di scuola di Monica Bellucci
Monica Bellucci è stata premiata al Festival del Cinema di Locarno per la sua interpretazione nel film "Ketticè", seconda opera di Giovanni Tortorici, in uscita nelle sale il 3 settembre 2026, dopo l’anteprima in Sicilia del 27 agosto. In questo film veste i panni di una mamma dell’alta società palermitana in declino, che non riesce a comunicare con il figlio.
Intervistata da La Repubblica, l’attrice ha raccontato che a 16 anni, la stessa età dei ragazzi protagonisti del film, era "una liceale che ogni tanto già lavorava. A sedici anni sparivo per quindici giorni: Firenze, Milano, Parigi. Poi tornavo a scuola". Il rientro in classe, però, non era sempre sereno: "I professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare". Lei amava "quel contrasto tra l’andare via dalla provincia per vivere qualcosa di completamente diverso e il tornare indietro. Non ero ancora pronta ad andarmene".
Ancora oggi Monica Bellucci è legata alla sua città natale: "Torno in Umbria e può capitarmi di rivedere le persone con cui sono andata a scuola. Sono legatissima anche a Roma e alle mie amiche romane. Sono sempre rimasta profondamente legata all’Italia, come le mie figlie".
Cosa servirebbe a scuola secondo Monica Bellucci
Durante l’intervista, l’attrice ha parlato anche dei ruoli femminili interpretati sul grande schermo: "Quando rivedo Malèna, Irréversible o La passione di Cristo, penso di avere interpretato donne la cui femminilità ha conosciuto la violenza. Una cosa che nella mia vita, per fortuna, non ho vissuto".
Molte donne ancora oggi sperimentano quel tipo di violenza e, secondo Monica Bellucci, "forse servirebbe più educazione civica. Accanto a matematica e storia bisognerebbe insegnare l’empatia, in famiglia e a scuola. Dove non c’è empatia c’è un mondo che fa paura". L’attrice ha riflettuto sul fatto che "l’evoluzione tecnologica avanza a passi incredibili, mentre umanamente siamo ancora all’età della pietra. È questo divario, insieme alla mancanza di educazione sociale, a permettere che certe cose accadano".
Che scuola ha fatto Monica Bellucci
Monica Anna Maria Bellucci è nata a Città di Castello, in provincia di Perugia, in Umbria, il 30 settembre 1964, da padre camionista e madre casalinga. È cresciuta a Selfi-Lama, una frazione di San Giustino, nel Tifernate. L’attrice ha conseguito il diploma di Maturità classica presso il Liceo "Plinio il Giovane" della sua città natale.
Dopo il diploma, si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, ma non si è mai laureata. Ha esordito come modella alla fine degli anni Ottanta, mentre al cinema ha debuttato nei primi anni Novanta in alcune produzioni italiane di successo che le hanno dato la grande notorietà. Ben presto la sua carriera è diventata internazionale, grazie a progetti francesi e statunitensi.