Morta Maria Rita Parsi, figura centrale per la tutela dei giovani
A 78 anni è morta Maria Rita Parsi, che nella sua carriera è stata una figura centrale nella tutela dei giovani: chi era e la sua idea di scuola
Oggi, lunedì 2 febbraio, è morta Maria Rita Parsi, psicologa e intellettuale di fama internazionale da sempre punto di riferimento nella tutela dei più giovani. Nel corso della sua carriera ha dedicato energie, studio e impegno civile alla protezione dell’infanzia, alla divulgazione culturale e alla costruzione di una società più attenta ai bisogni dei bambini e degli adolescenti.
Chi era Maria Rita Parsi, morta a 78 anni
Maria Rita Parsi è scomparsa a Roma la mattina del 2 febbraio all’età di 78 anni. Considerata una delle psicoterapeute più autorevoli in Italia e all’estero nel campo della tutela dell’infanzia, è stata psicopedagogista, docente universitaria, saggista e scrittrice.
Ha pubblicato oltre cento libri tra saggi scientifici, opere divulgative e testi letterari, contribuendo in modo determinante alla diffusione di una cultura dell’ascolto, del rispetto e della protezione dei minori.
Nata a Roma il 5 agosto 1947, Parsi ha intrecciato per tutta la vita attività clinica, ricerca, impegno istituzionale e divulgazione. È stata componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, ruolo che l’ha portata a confrontarsi con le politiche internazionali di protezione dei minori e a contribuire alla valutazione delle misure adottate dagli Stati per garantire i diritti dell’infanzia.
Nel 1992 ha fondato l’Associazione Movimento, divenuta nel 2005 la Fondazione Movimento Bambino Onlus, di cui è stata presidente. La fondazione è diventata negli anni un punto di riferimento per la diffusione della cultura dell’infanzia, la prevenzione degli abusi e dei maltrattamenti, e la promozione della tutela giuridica e sociale dei minori.
Parsi è stata anche una presenza costante nei media italiani: ospite di programmi televisivi, ha scritto per vari quotidiani come giornalista pubblicista, traducendo temi complessi in un linguaggio accessibile a tutti.
Il suo impegno è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana conferitole nel 1986.
Il messaggio di cordoglio del ministro Valditara
Tra i vari messaggi per la morte di Parsi, è arrivato anche quello del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Esprimo il mio più profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Maria Rita Parsi. Nella sua attività di rilievo internazionale come psicologa e psicoterapeuta, la professoressa Parsi è stata e resterà un punto di riferimento fondamentale nella tutela della salute e dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Ai suoi cari i miei sentimenti di vicinanza”, ha detto il ministro.
Come dovrebbe essere la scuola secondo Maria Rita Parsi
Nel corso della sua carriera, Maria Rita Parsi ha più volte promosso una visione innovativa della scuola. Durante il convegno “Ius scholae: tempi nuovi per l’Italia?”, tenutosi il 27 marzo 2025 alla Sala della Regina di Montecitorio, ha delineato un modello educativo profondamente rinnovato, fondato su inclusione, prevenzione e partecipazione attiva.
Secondo Parsi, la scuola dovrebbe essere un “centro culturale polivalente aperto dalla mattina alla sera“, capace di offrire non solo lezioni tradizionali, ma anche laboratori, cineforum, presentazioni di libri, incontri formativi e attività ricreative. Un luogo vivo e dinamico, in cui gli studenti possano crescere insieme confrontandosi con esperienze diverse e non limitate ai programmi scolastici.
Parsi criticava la rigidità del sistema scolastico italiano, ancorato a “scrutini, materie, voti, promozioni e bocciature”, e sosteneva che il primo passo per migliorarlo fosse investire nella formazione e nel sostegno agli insegnanti, chiamati a un compito complesso e fondamentale.
Nella sua visione, quando la scuola diventa un centro culturale polivalente, “tu ami fare lezione”, perché la lezione non è più un obbligo, ma un’esperienza di crescita collettiva.
Durante il convegno alla Camera, si rivolse agli studenti presenti dicendo: “C’è una bella frase di Oscar Wilde che vi dovete ricordare, ragazzi: una mappa del mondo che non prevede il paese dell’utopia non merita neppure uno sguardo“. Secondo Parsi, la scuola deve essere il luogo in cui questa utopia diventa possibile, attraverso assemblee, confronto, lezioni-laboratorio e spazi di creatività condivisa.
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