Robin Williams, perché il prof Keating non morirà mai per Galiano
Prof Galiano a 11 anni dalla morte di Robin Williams ha ricordato il suo personaggio più importante: perché per lui il prof Keating non morirà mai
Robin Williams è stato un grande attore, molto amato dal pubblico internazionale. Lo ricordiamo per tanti ruoli di successo, in particolare quando ha vestito i panni del professor John Keating ne “L’attimo fuggente” nel 1989: un film che ha fatto la storia del cinema e che è diventato letteralmente iconico. 11 anni dopo la sua morte, un altro docente, Enrico Galiano, ha voluto ricordare quel personaggio: per lui il professor Keating non morirà mai e sarà sempre con noi.
Morte di Robin Williams, il ricordo di prof Galiano
Robin Williams è stato un attore famosissimo dagli anni Settanta in poi, grazie a interpretazioni che sono la sua ricca eredità che ci ha lasciato dopo la sua morte. Il protagonista di molti film per famiglie, negli ultimi anni della sua vita ha vissuto il dramma di essere dimenticato. I medici gli avevano diagnosticato la depressione, ma in realtà lui soffriva di una forma di demenza: l’11 agosto del 2014 l’artista si è suicidato all’età di 63 anni.
A distanza di così tanti anni dalla sua morte, prof Enrico Galiano ha voluto ricordarlo su Facebook: “Undici anni fa se n’è andato Robin Williams. Ci avevo messo qualcosa come due giorni per rendermi conto di cos’era successo“, ha scritto il docente, aggiungendo poi cosa aveva scritto all’epoca, dopo la morte dell’attore.
“E allora adesso son passati due giorni e io ancora non è che ci credo tanto, è come se una parte di me facesse finta che no, è una balla, non è successo, anche se ovunque non fanno che ripetertelo e Wikipedia, cinico e bastardo come pochi quando succedono queste cose, già dopo tre minuti scriveva ‘Robin Williams è stato‘”.
Galiano e l’esempio del professor Keating
Nel suo lungo post, Enrico Galiano (protagonista anche di una bellissima lezione sul talento), ha spiegato cos’è stato per lui Robin Williams, in particolare nel ruolo del professor Keating: “Io so una cosa. Una cosa sola. Che se sono quello che sono, se oggi faccio il professore e scrivo, è solo unicamente perché qualcuno, un giorno di quando avevo 13 anni, mi ha fatto vedere l’io che volevo diventare da grande. Lui, che saliva in piedi su quella cattedra. Non avrei fatto il professore, senza di lui. E il barbarico YAWP”.
Il professore ha aggiunto alcune frasi che gli sono rimaste nella mente: “‘Vai con dio, J. Evans Pritchard!’. E ‘Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo’. E soprattutto: ‘Per non scoprire, in punto di morte, di non essere mai vissuto’. Le ho prese sul serio, molto sul serio, quelle parole. Ho cercato ogni minuto, ogni secondo, di diventare quelle parole. A volte ci sono riuscito, a volte no. Ma sono ancora lì. Scolpite”.
Perché secondo Galiano il prof Keating non morirà mai
Enrico Galiano ha anche sottolineato una cosa che per lui è importantissima: “Come se ne è andato, non mi fa credere meno a quelle parole. Non è che la depressione o il suicidio mi faccia dire: ‘Mer*a, allora non era vero niente quello che diceva il Professor Keating!’. Io ci credo ancora di più“.
Il professore delle scuole medie, che insegna italiano, storia e geografia, è certo di una cosa: “Perché è lì dietro l’angolo che ti aspetta, sempre, il momento in cui non puoi più fare niente. E non so se ci può essere qualcosa di peggio, arrivati lì, di non essere mai stati, ancora, niente. Di non averci almeno provato, con tutta la forza che hai. È proprio per come se n’è andato, che il Professor Keating non morirà mai“.
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