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Morto Gino Paoli, gli studi del grande cantautore genovese

È morto Gino Paoli all'età di 91 anni: gli studi del grande cantautore genovese, tra i più importanti esponenti della musica leggera italiana

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

All’età di 91 anni è morto Gino Paoli. Il grande cantautore genovese lascia un’eredità artistica immensa, fatta di canzoni che hanno segnato intere generazioni. Ripercorriamo la sua vita, partendo dall’infanzia e dagli studi scolastici.

Che scuola ha fatto Gino Paoli e che titolo di studi aveva

È morto oggi, 24 marzo, Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori della musica leggera italiana.

Paoli è nato a Monfalcone il 23 settembre del 1934, ma pochi anni dopo si è trasferito con la famiglia a Genova, città in cui è cresciuto e che diventata presto la sua patria artistica.

Poco incline alla scuola, dopo la licenza media si è iscritto al liceo scientifico, abbandonando gli studi prima di conseguire il diploma. Ha così iniziato a lavorare, prima come disegnatore meccanico, poi come grafico in un’agenzia pubblicitaria, dove ha coltivato anche la passione per la pittura. L’amore per la musica, invece, lo ha ereditato da sua madre, pianista.

In Liguria ha iniziato a frequentare un gruppo di amici con cui ha successivamente costruito il primo nucleo della cosiddetta scuola genovese. Tra questi c’erano Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André. Con Tenco fonderà poi il gruppo I Diavoli del Rock, con cui si è esibito spesso nei pomeriggi studenteschi.

Nel 1959 sono usciti i suoi primi 45 giri: La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi. Ma il successo non è arrivato subito, tanto che fino al 1962 ha continuato a lavorare per l’agenzia pubblicitaria.

Nel 1960 ha pubblicato il celebre brano La gatta. All’inizio non ha attirato l’attenzione del pubblico, ma qualche mese dopo è entrato in classifica. Nello stesso anno ha scritto Il cielo in una stanza, che è stato inciso prima da Mina e poi da Paoli stesso, divenendo uno dei suoi più grandi successi.

Tra gli altri grandi successi di Gino Paolo ci sono Sapore di Sale, Una lunga storia d’amore, composto come colonna sonora del film Una donna allo specchio interpretato da Stefania Sandrelli, e Senza fine, scritto per Ornella Vanoni, con cui ha iniziato una lunga collaborazione artistica.

La polemica sulla scuola di Gino Paoli

In un’intervista rilasciata al Corriere di Torino nel maggio del 2024, Gino Paoli ha dichiarato che a suo avviso la musica d’autore dovrebbe essere insegnata a scuola. Ma a una condizione: deve essere insegnata "nel modo giusto".

Secondo il cantautore, "i poeti — Carducci, Pascoli, Leopardi — sono stati massacrati dalla scuola, che cercando di imporli li ha resi polverosi", ha affermato. "Quando poi li riscopri da adulto, ti rendi conto di quanta bellezza ci sia nell’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior", ha aggiunto citando i versi della celebre poesia di Giosuè Carducci Pianto antico.

Durante l’intervista, Paoli ha anche raccontato che il suo amore per la musica è nato negli anni della Seconda guerra mondiale. "Il primo contatto vero (con la musica) fu grazie ai carri armati americani. La mia casa era l’ultima di Pegli (quartiere di Genova), dietro c’era il loro comando e si erano portati dietro persino i giradischi. Dai carri usciva la musica fantastica di Louis Armstrong e altri. E visto che avevano solo roba in scatola, erano golosissimi di cibo fresco e noi avevamo un orto di guerra, scambiavo un pomodoro con un disco".