Morto Peppe Vessicchio, il Maestro di Sanremo: i suoi studi
Venuto a mancare a 69 anni, il celebre Maestro Peppe Vessicchio è stato un grande direttore d'orchestra e compositore: ecco cosa aveva studiato.
“Dirige l’orchestra Beppe Vessicchio” è il mantra che per lunghi anni, fin dal 1990, ha accompagnato l’entrata in scena della “bacchetta” del Festival di Sanremo: Giuseppe Vessicchio, chiamato comunemente Peppe o Beppe, è venuto a mancare a Roma l’8 novembre 2025, all’età di 69 anni.
Nella sua lunga carriera ha diretto alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, diventando lui stesso un simbolo di Sanremo: direttore d’orchestra e arrangiatore, pochi però sanno cosa aveva studiato prima di diventare il celebre personaggio televisivo che tutti chiamavano “Maestro“.
- Che scuola aveva fatto Peppe Vessicchio
- Cosa avrebbe fatto se fosse diventato Presidente della Repubblica
Che scuola aveva fatto Peppe Vessicchio
Giuseppe Vessicchio è nato a Napoli il 17 marzo 1956 e cresciuto a Bagnoli. La sua passione per la musica è emersa fin da bambino, come ha dichiarato lui stesso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Noi siamo cresciuti con la musica. Canzoni napoletane da mettere sul giradischi la domenica pomeriggio, quando venivano le zie. Un fratello che cantava sin dal mattino. Io che volevo suonare la chitarra”, ha raccontato.
All’epoca, però, non c’era il diploma di chitarra al conservatorio. Fu così che i suoi genitori lo iscrissero al liceo Scientifico. Ma la sua curiosità per l’apprendimento della musica non si è affievolita, anzi: frequentava comunque il conservatorio, ma da uditore (quindi senza sostenere gli esami regolari). “Non persi nemmeno una lezione sulle tecniche di direzione d’orchestra. Ero diventato amico di un custode che voleva diventare paroliere, gli davo una mano con i testi e lui mi facilitava l’ingresso, mi indicava gli orari giusti”.
Ha poi proseguito gli studi iscrivendosi all’università, alla facoltà di architettura. Anche se non si è laureato per proseguire con la carriera musicale, l’ha scelta perché ciò che gli interessava era “il senso delle proporzioni, dell’armonia”: “È la prima cosa che cerco nella musica e forse anche nella vita. Ho bisogno di equilibrio, così come ho bisogno di avere vicino mia moglie”, ha proseguito.
I suoi primi passi nel mondo della musica lì ha fatti nella sua città, realizzando dischi per cantanti come Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Peppino Gagliardi e Lina Sastri, fino a iniziare l’importante collaborazione con Gino Paoli, dalla quale sono nati grandi capolavori come “Ti lascio una canzone” e “Cosa farò da grande”.
La sua carriera è stata costellata di successi e ciò che l’ha consacrato al grande pubblico è stata la sua lunga esperienza come direttore d’orchestra al Festival di Sanremo.
Cosa avrebbe fatto se fosse diventato Presidente della Repubblica
Se fosse stato eletto, per assurdo, Presidente della Repubblica, cosa avrebbe fatto? A questa domanda Peppe Vessicchio aveva risposto pensando alla scuola: idealmente, in tale situazione si sarebbe battuto per introdurre la musica sin dalle scuole elementari.
“Perché conosco il valore taumaturgico della musica, so che cosa è in grado di fare – ha spiegato il Maestro -. Eppure vedo che in tutti i modi si cerca di alleggerire i nostri ragazzi dall’impegno, come se si temesse di affaticarli. Via il greco, meno latino, la storia dell’arte che non serve: io credo invece che bisogna insegnare loro la complessità”.
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