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Ora di religione a scuola iStock

No all'ora di religione: le differenze tra Nord e Sud d'Italia

Sempre più studenti e studentesse, soprattutto alle medie e alle superiori, snobbano l'ora di religione: ecco le differenze tra Nord e Sud Italia

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Sempre più studenti e studentesse scelgono di non avvalersi dell’ora di religione a scuola. Rispetto agli anni scolastici passati, infatti, è cresciuta la percentuale di chi decide di non introdurre questa materia nel suo curriculum. Ad aumentare, però, è anche la spesa che la scuola sostiene per gli stipendi degli insegnanti di Religione e di Attività Alternativa, che non sempre è la scelta opzionata, visto che alle medie e alle superiori si può anche scegliere di uscire prima o entrare dopo, a seconda dell’orario.

Crescono gli studenti che scelgono di non fare religione

La CEI, la Conferenza dei Vescovi Italiani, ha pubblicato i dati inerenti agli alunni e alle alunne della scuola italiana che hanno scelto di seguire le lezioni di Religione Cattolica. Nell’anno scolastico 2024/2025 la quota totale di chi non si avvaleva di tale insegnamento è stata del 18%, quasi uno su cinque. Due anni prima i non avvalentisi erano fermi al 16%, mentre cinque anni prima al 14%.

La scuola dell’infanzia ha la percentuale più alta di avvalentisi (87,46% a livello nazionale), seguita dalla primaria (86,49%), dalla secondaria di primo grado (83,41%) e dalla secondaria di secondo grado (75,34%).

Il 7 gennaio 2026, in vista delle nuove iscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027, i vescovi italiani hanno lanciato un appello a studenti e famiglie, per spiegare che l’ora di religione deve essere intesa "come uno spazio di libertà, di dialogo, di responsabilità, in cui la scuola incontra e sostiene il percorso di crescita personale e culturale di ciascuno", come riportato da La Repubblica.

Si tratta di "un laboratorio di cultura e di umanità dove si impara a decifrare il codice culturale che ha plasmato la nostra storia e a sviluppare uno sguardo critico e costruttivo. In un tempo in cui spesso si riduce la persona a pura funzionalità e consumo, l’Insegnamento della religione cattolica offre uno spazio per riscoprire l’integralità dell’essere umano, che – per citare papa Leone XIV – ‘non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero’".

Al Nord meno studenti si avvalgono dell’insegnamento di Religione

Nelle regioni del Nord si registrano le percentuali più alte: nel 2024/2025 il 24% degli iscritti non ha seguito l’ora di religione (contro il 75,65% di studenti che la frequentano), mentre cinque anni prima era il 18%, sei punti percentuali in meno. Al Sud, invece, la percentuale di avvalentisi è del 95,48%, con punte del 96,39% nella scuola primaria e del 96,14% nella secondaria di primo grado. Al Centro è stato registrato l’81,99% di avvalentisi.

Non si tratta solo di una maggiore presenza di stranieri in classe, visto che i dati delle scuole superiori (dove sono i diretti interessati e non le famiglie a scegliere) sono ancora più alti: nel 2024/2025 la percentuale a livello nazionale era del 25% (al Nord del 34%). Nel 2022/2023 a livello nazionale è stato registrato il 22% di non avvalentisi (al Nord era il 31%), mentre nel 2019/2020 ci si è fermati al 20% (al 25% al Nord).

Quant’è la spesa per i docenti di Religione e di Alternativa

Le adesioni a queste lezioni calano, ma nel contempo cresce la spesa inerente agli stipendi di insegnanti di Religione e di Attività Alternativa. Nel 2026 a dicembre sono stati iscritti nel bilancio di previsione quasi 791 milioni di euro (nel 2025 erano 776, 15 milioni in meno, e nel 2021 725). In 10 anni la spesa è salita del 13% (nel 2016 ammontava a dai 697 milioni di euro del 2016), con un incremento di 94 milioni.

L’aumento è stato provocato da un fenomeno avvenuto nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria: fino a poco tempo fa c’erano maestre e maestri di elementari e asilo che erano autorizzati a insegnare Religione, grazie a un attestato del Vescovo. Andati in pensione questi professori, sono arrivati i docenti specializzati e così sono aumentati i costi.

Che cosa si intende per "Attività Alternativa"

Chi sceglie di non avvalersi dell’ora di Religione Cattolica a scuola, può scegliere l'"Attività alternativa": si tratta di progetti che gli istituti devono organizzare per accogliere tutti quegli studenti e quelle studentesse che non stanno in aula con compagni e compagne durante quelle lezioni.

Alle scuole medie e alle scuole superiori le famiglie possono anche chiedere di entrare in classe un’ora dopo o uscire un’ora prima, nel caso la materia sia stata collocata rispettivamente alla prima e all’ultima ora dell’orario scolastico. In caso di orario intermedio, chi non si avvale dell’Attività alternativa, può rimanere all’interno della scuola e scegliere l’opzione "studio autonomo".