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Non solo sciopero a scuola oggi 18 maggio: cosa succede dal 22

Lo sciopero a scuola di oggi, lunedì 18 maggio, non è l'unico della settimana: cosa succede dal 22 maggio (fino al 21 giugno) e in quali istituti?

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Per la giornata di oggi, lunedì 18 maggio 2026, è stato indetto uno sciopero generale che riguarda anche il comparto scuola. Ma le mobilitazioni non si fermeranno. Dal 22 maggio è prevista una nuova protesta che coinvolgerà gli istituti tecnici per quasi un mese. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

Perché oggi 18 maggio è sciopero a scuola

Giornata di disagi anche per la scuola. Per oggi, lunedì 18 maggio, la Confederazione Usb, con l’adesione di Usb Pubblico impiego e la Federazione italiana sindacati intercategoriali, ha proclamato uno sciopero generale rivolto ai lavoratori di tutti i settori pubblici e privati escluso il trasporto aereo.

Per quanto riguarda il mondo dell’istruzione, la mobilitazione coinvolgerà tutto il personale scolastico per l’intera giornata: insegnanti, Ata e dirigenti. Questo significa che non è garantito il regolare svolgimento delle attività didattiche, con possibili riduzioni dell’orario scolastico e potenziali ripercussioni sul funzionamento degli istituti.

Visto che lo sciopero comprende anche i trasporti, studenti e lavoratori pendolari potrebbero registrare problemi negli spostamenti. Sono comunque previste delle fasce orarie di garanzia sia per il trasporto pubblico locale che ferroviario, che possono essere visionate nei siti delle compagnie che erogano il servizio.

La Confederazione Usb ha indetto lo sciopero di oggi contro la guerra e a sostegno della Global Sumud Flotilla e della popolazione palestinese. Non solo: come spiegato dal sindacato in una nota, "nello sciopero dovranno vivere tutti i temi che andiamo agitando in questi mesi e che stanno affollando gli scioperi di settore che sono stati agiti in queste settimane, da quello dei lavoratori pubblici a quello dei portuali, dagli scioperi dei trasporti alle proteste contro i licenziamenti nella logistica, allo sciopero della scuola di soli pochi giorni fa fino a quello nazionale delle cooperative sociali che cade casualmente proprio il 18 maggio".

Infine, "scioperiamo perché chi lavora non può continuare a pagare il prezzo della guerra. Vogliamo aumenti veri in busta paga, il blocco dei rincari, investimenti in sanità, scuola, welfare, casa e servizi pubblici. Vogliamo sicurezza nei luoghi di lavoro, stabilità occupazionale, diritti sindacali, libertà di manifestare e di scioperare. Vogliamo che l’economia serva alla vita, non alla morte", hanno concluso da Usb.

Cosa succede dal 22 maggio al 21 giugno negli istituti tecnici d’Italia

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso un nuovo avviso di sciopero della scuola in cui si legge: "Si comunica che le OO.SS. FLC CGIL e Unicobas Scuola e Università hanno proclamato uno ‘sciopero con astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive per il personale del Comparto Istruzione e Ricerca, sezione Scuola, e dell’Area Istruzione e Ricerca, sezione Scuola, limitatamente a coloro che prestano servizio negli Istituti Tecnici e negli IISS, laddove sono presenti Istituti Tecnici’ dal 22 maggio al 21 giugno 2026".

Si tratta di una mobilitazione, indetta dalle sigle sindacali Flc Cgil e Unicobas Scuola e Università, che prosegue la protesta contro la riforma degli istituti tecnici iniziata con lo sciopero del 7 maggio, che "ha fatto registrare un’adesione significativa" avendo "riempito le piazze di tutto il Paese di lavoratrici e lavoratori, con studentesse e studenti", hanno sottolineato dalla Flc Cgil.

Il sindacato ha parlato di una "forte preoccupazione" che "non accenna a diminuire" tra il personale scolastico degli istituti tecnici "per la riduzione oraria di diverse discipline e per l’impoverimento complessivo dell’impianto formativo". Per questo, ha proseguito la Flc Cgil "è indispensabile continuare la mobilitazione contro questa inutile e dannosa riforma".

E ancora: "Con l’astensione da tutte le prestazioni aggiuntive, il personale educativo, docente e Ata degli istituti tecnici incrocerà ancora una volta le braccia per fermare una riforma che, oltre a danneggiare lavoratrici e lavoratori, diminuisce la qualità e il futuro dell’istruzione", ha aggiunto l’organizzazione.

La Flc Cgil ha anche spiegato la modalità di adesione allo sciopero: "Sia il personale docente che il personale Ata possono aderire allo sciopero – astenendosi dalle attività aggiuntive – per l’intero periodo (compreso tra il 22 maggio e il 21 giugno 2026) oppure solo per una parte di esso. In entrambi i casi, può essere utile comunicare la propria adesione alla scuola, specificando l’intervallo di tempo o i giorni per i quali si intende scioperare".