Novara e divieto di smartphone a under 14: l'attacco ai politici
Daniele Novara ha rivolto un duro attacco ai politici chiedendo di introdurre il divieto di smartphone per gli under 14: cos'ha detto il pedagogista
Il pedagogista Daniele Novara torna a parlare del divieto di smartphone agli under 14. Da tempo impegnato nella riflessione sull’educazione digitale, Novara ha rilanciato il suo appello per una regolamentazione più severa sull’uso dei dispositivi da parte dei minori. Insieme al medico e psicoterapeuta Alberto Pellai, ha promosso una petizione per chiedere al Governo di intervenire con norme in materia. A distanza di un anno da questa iniziativa, il pedagogista ha però rivolto un duro attacco ai politici.
- L'attacco ai politici di Novara sul divieto di smartphone agli under 14
- Cos'ha detto Novara su genitori e smartphone
- L'appello di Novara al Governo per vietare i cellulari agli under 14
L’attacco ai politici di Novara sul divieto di smartphone agli under 14
“Con Alberto Pellai, ormai un anno fa, abbiamo lanciato un appello al Governo e al Parlamento affinché si metta una regolazione degli smartphone sino ai 14 anni e dei social sino ai 16. Tutti gli Stati europei si stanno organizzando per mettere delle regole. In Italia no. A che gioco giochiamo? Il gioco del marketing o dei nostri bambini e ragazzi?”. Così Daniele Novara ha attaccato la politica via social.
Secondo il pedagogista, il Governo e il Parlamento non hanno fatto abbastanza per contrastare l’abuso degli smartphone da parte dei più piccoli. “Il confine tra uso e abuso non si sa qual è: chi lo decide? Non basta aver messo un divieto sostanziale sull’uso dello smartphone nelle scuole – ha evidenziato -. Ai genitori chi ci pensa? Li lasciamo in balia del marketing o mettiamo qualche regolamentazione?”.
“Eppure – ha proseguito -, siamo riusciti a porre tutele e limiti per alcol e tabacco, dunque si può fare anche qui”, riferendosi a un ambito che, secondo l’esperto, è altrettanto pericoloso. Visto che “non chiediamo a nessun ragazzino di guidare un’auto a 14 anni – ha aggiunto Novara -, lo stesso criterio va assunto per la gestione di un ambiente digitale pericoloso“.
Cos’ha detto Novara su genitori e smartphone
Nonostante denunci la mancanza di risposte istituzionali, Daniele Novara ha detto di aver notato segnali incoraggianti nella società civile. Sempre più genitori, ha raccontato, stanno prendendo l’iniziativa per proteggere i propri figli dall’uso eccessivo dei dispositivi digitali.
“Fortunatamente però, sto iniziando a vedere un cambio di passo – ha scritto Novara sul post -. Molti genitori si stanno auto-organizzando, in molte aree è diventato raro trovare uno smartphone tra le mani di un bambino delle primarie. Sino a poco tempo fa accadeva l’esatto contrario”.
E ha concluso: “È positivo il fatto che con l’appello abbiamo sollecitato il mondo genitoriale a organizzarsi autonomamente per tutelare i propri figli, vista la latenza politica”.
L’appello di Novara al Governo per vietare i cellulari agli under 14
A settembre 2024, Daniele Novara e Alberto Pellai hanno lanciato una petizione su Change.org intitolata ‘Stop smartphone e social sotto i 14 e 16 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo‘. L’iniziativa, che al momento ha superato le 104mila firme, chiede al Governo italiano di introdurre una normativa che vieti l’uso degli smartphone ai minori di 14 anni e l’accesso ai social network fino ai 16.
Secondo i promotori, l’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma introdurre regole che rispettino i tempi di crescita e sviluppo dei ragazzi. Nel documento, si sottolinea che l’uso precoce e incontrollato degli smartphone può compromettere lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo dei bambini e degli adolescenti. Per questo, Novara e Pellai chiedono un intervento urgente e strutturato, che supporti le famiglie e le scuole nel difficile compito di educare alla tecnologia.
Appena lanciato sulla piattaforma, l’appello è stato immediatamente sottoscritto da numerosi esperti, come neuropsichiatri ed educatori, ma anche da tantissimi vip, tra cui Paola Cortellesi e Pierfrancesco Favino.
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