Novara: "I meno indicati per l'assistenza scolastica? I genitori"
Il pedagogista Novara sui social ha spiegato perché i genitori sono i meno indicati per aiutare i figli a recuperare a scuola e cosa fare per aiutarli
Il pedagogista piacentino Daniele Novara ha scritto un post sui social parlando dei genitori e del supporto che possono dare ai loro figli e alle loro figlie a scuola. Secondo l’esperto madri e padri sarebbero i meno indicati per dare assistenza scolastica a ragazzi e ragazze e ha spiegato anche le ragioni di questa sua esternazione. Secondo Novara, infatti, se si nota un calo nel rendimento in una o più materie bisognerebbe ricorrere a un aiuto esterno alla famiglia, per diversi motivi.
Genitori e assistenza scolastica, la posizione di Novara
Daniele Novara, il fondatore della prima scuola senza voti che sorge a Piacenza, su Facebook ha scritto un post per rispondere alla domanda di un genitore. "Mia figlia è in seconda superiore e a maggio sembra crollata", ha scritto questa persona al pedagogista, spiegando cos’è cambiato nell’approccio alla scuola della ragazza: "Compiti non fatti, verifiche preparate all’ultimo, voti che peggiorano". I genitori, ovviamente, sono "preoccupati, ma più insistiamo più lei si chiude" e si chiedono se sia solo "pigrizia o qualcosa di più".
La risposta del pedagogista è stata chiara. Per prima cosa bisogna "fare attenzione a un effetto boomerang". Che cosa si intende con questo termine? "Le ragazze, fra i 15 e i 16 anni, vivono un periodo esplosivo nella relazione coi genitori, specialmente con la mamma. La tentazione di utilizzare il territorio scolastico per sfide stile ‘duello a mezzogiorno’ è dietro l’angolo".
Daniele Novara (che si è anche chiesto chi è che fa realmente i compiti a casa) dice "sempre che i genitori sono le persone meno indicate per l’assistenza scolastica". Per quale motivo è solito affermare questa cosa? Secondo il pedagogista padri e madri "tendono inevitabilmente a innervosirsi perché vedono i propri figli, che ormai sono ragazzoni di un metro e ottanta, come bambini appena usciti dal guscio".
I suggerimenti di Novara per aiutare i figli a scuola
Una volta capito per quale motivo i genitori non sono i più adatti per aiutare i figli a scuola, bisogna comprendere come intervenire per poter dar loro una mano quando il rendimento scolastico inizia a calare o quando ci sono difficoltà di altra natura. Se in famiglia non si può trovare il giusto supporto per studiare, fare i compiti a casa o avere il giusto atteggiamento in classe, bisogna per forza andare a guardare altrove.
Secondo Daniele Novara, che ha dato in passato anche consigli su come fare i compiti a casa, è "meglio tenere una certa distanza con un maggiore protagonismo del padre (sul cui ruolo ho scritto il mio ultimo libro ‘Il papà peluche non serve a nulla’) se presente, facendo azioni di coaching scolastico, ossia azioni di monitoraggio sulla giornata successiva, sollecitando lo studio anche last minute, per esempio prima di dormire".
Secondo l’esperto in pedagogia, però, "la cosa migliore, se uno studente è veramente indietro, è attivare aiuti esterni alla famiglia". Per Novara bisognerebbe, infatti, ricorrere a "delle lezioni private, avendo comunque ben chiaro che il primo e principale luogo di apprendimento rimane la scuola e la sua comunità".