Novara: "Qualcosa non ha funzionato nella crescita dei ragazzi"
Il pedagogista Daniele Novara ha spiegato che le nuove generazioni si sono trovate ad affrontare situazioni mai affrontate prima
Il pedagogista Daniele Novara sui social ha pubblicato uno stralcio di un suo articolo nel quale ha spiegato che "qualcosa non ha funzionato nella crescita dei ragazzi". L’esperto ha analizzato la situazione in cui si è ritrovata a vivere la nuova generazione, tra educazione assente, da un lato, e il massiccio ricorso ai dispositivi tecnologici, dall’altro. Novara ha anche ammesso che al momento nessuno conosce con esattezza le conseguenze future di quello che sta accadendo.
Cosa per Novara non ha funzionato nella crescita dei ragazzi
Nel suo post su Facebook, il fondatore della prima scuola senza voti, che sorge a Piacenza, ha introdotto un argomento sul quale ha riflettuto in un articolo per il quotidiano online La Riforma, dal titolo "Diventare adulti nella tecnologia". Nel suo pezzo Novara ha spiegato che "si addensano su questa generazione di preadolescenti e adolescenti una serie di evenienze che le generazioni precedenti non hanno in alcun modo dovuto affrontare", come la "reclusione da Covid-19, dal 2020 al 2022", che ha rappresentato per loro "una forma di blocco evolutivo nella crescita a causa di un isolamento che mai prima nella storia si era registrato".
Nel suo intervento sui social, l’esperto in pedagogia si è soffermato, però, su un altro aspetto che contraddistingue i giovani di oggi e che non ha paragone con chi li ha preceduti. "Questa generazione, da più di dieci anni, si è trovata a dover gestire completamente da sola, in mancanza di cornici educative e normative, l’invasione, l’invadenza e la ridondanza di strumenti tecnologico-digitali".
Cosa ha comportato nelle vite di ragazzi e ragazze quella che Daniele Novara definisce come una vera e propria invasione? Quello che hanno dovuto subire in questi anni ha influito molto sulla loro crescita e sul loro modo di relazionarsi con gli altri: per Novara, infatti, "ha spostato il baricentro della loro vita da un piano di realtà reale a un piano di realtà totalmente virtuale".
Per l’esperto in pedagogia oggi "nessuno può dire con precisione diacronica quali siano le conseguenze" di questa situazione che ha coinvolto la nuova generazione, "ma indubbiamente le prime ricerche segnalano che qualcosa non ha funzionato nella crescita dei nostri ragazzi e ragazze".
Il pedagogista è critico contro chi vuole "etichettare" questa generazione
Nel suo intervento, Daniele Novara ha anche rivolto alcune critiche all'"abitudine" di voler sempre etichettare le nuove generazioni, anche con diagnosi mediche. A questa invasione di dispositivi tecnologici, infatti, "si aggiunge la pretesa psichiatrica di voler etichettare massicciamente questa generazione. L’ADHD, il cosiddetto ipercinetismo, lo spettro autistico, il Dop, disturbo oppositivo provocatorio, e quant’altro sono sempre più presenti nelle nostre vite". Per il pedagogista si tratta di "un aumento totalmente privo di evidenze scientifiche".
Per Daniele Novara "ciò che ne risulta è un quadro drammatico ed etichettante, con lo scopo di dichiarare malati questi ragazzi e ragazze". Se si considerano, però, "i loro stati ansiogeni appartenenti alle condizioni tipiche della loro età e alle situazioni che ho precedentemente descritto come problemi della singola persona" si finisce per trasformare "il singolo ragazzo a essere un problema per la società".