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Maturità 2026: le nuove regole sulle commissioni d'esame ANSA

Nuova Maturità, come cambiano le commissioni d'esame

Con la riforma della Maturità, da giugno 2026 gli studenti avranno nuove regole da seguire: alcune modifiche riguardano anche le commissioni d'esame

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

L’esame di Maturità 2026 cambierà volto. Ma oltre ad abbandonare il vecchio nome “esame di Stato” saranno diverse le modifiche previste sulle modalità di svolgimento, che riguarderanno milioni di studenti. Dalla prova orale alla valutazione finale, dai Pcto agli Invalsi, sono diversi gli interventi previsti dalla riforma approvata il 4 settembre 2025 in Consiglio dei ministri e già annunciata a giugno dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Nel testo in 7 articoli che modifica l’esame conclusivo delle scuole superiori, vengono stabilite anche le nuove regole che riguardano le commissioni d’esame. Vediamo quali sono.

Come saranno le commissioni d’esame nella nuova Maturità

Tra le novità introdotte dalla riforma della Maturità rientrano anche le nuove regole sulle commissioni d’esame.

Nel decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, si prevede una riduzione del numero di componenti delle commissioni, che passeranno da 7 a 5 e saranno così suddivisi:

  • 2 commissari esterni
  • 2 commissari interni
  • 1 presidente

Fino alla Maturità 2025 erano previsti invece 3 commissari interni e 3 esterni.

“Una novità che non pregiudica la qualità della valutazione”, ha chiarito in una nota il ministero dell’Istruzione e del Merito. I commissari continueranno quindi a valutare la capacità del maturando di argomentare, collegare le diverse discipline e riflettere criticamente sul proprio percorso di studi. Ulteriori dettagli sulle modalità di svolgimento della prova orale si conosceranno nei prossimi mesi.

Ma le novità che riguardano le commissioni non finiscono qui. A partire dalla Maturità 2026, avranno la facoltà di integrare “motivatamente” il punteggio finale con un massimo di tre punti se il candidato ha raggiunto, tra credito scolastico e scritti, almeno 97/100. In questo modo, gli studenti meritevoli potranno ottenere il diploma ottenendo la votazione massima.

Come cambia la Maturità 2026, dalla prova orale agli Invalsi

È un anno di profondo cambiamento per milioni di studenti italiani, che già con il suono della prima campanella devono seguire le nuove regole che riguardano il voto in condotta e il divieto d’uso degli smartphone a scuola (che prevede diverse sanzioni graduali).

Da giugno 2026, inoltre, gli studenti di quinta superiore affronteranno un esame di Maturità nuovo. Tra le principali novità ci sono quelle che riguardano la prova orale: il colloquio verterà su quattro materie che verranno individuate ogni anno entro il mese di gennaio dal ministero. La volontà è quella di far concentrare meglio gli studenti su poche materie, come spiegato nella relazione che accompagna il decreto.

Inoltre, l’orale sarà obbligatorio (anche se si è già raggiunto il punteggio minimo per la promozione): una decisione presa in seguito agli episodi di scena muta volontaria attuati da alcuni studenti, in segno di protesta.

Novità anche per i risultati degli Invalsi, che verranno indicati solo una volta concluso l’esame di Maturità. L’obiettivo dichiarato da Valditara è quello di valorizzare l’esame “riportandolo a vero esame di Maturità”. Non si punterà più a valutare solo le conoscenze didattiche degli studenti, ma anche e soprattutto il loro “grado di autonomia, di responsabilità, di autentica crescita”.

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