Salta al contenuto
bassetti ANSA

Nuova svolta educazione sessuale a scuola: polemica di Bassetti

Dopo la svolta sull'educazione sessuale a scuola, l'infettivologo Matteo Bassetti è tornato all'attacco in un video: la nuova polemica del professore

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Dopo il dietrofront della Lega, che ha presentato un nuovo emendamento al ddl Valditara cancellando il divieto di educazione sessuale alle medie, arriva una nuova polemica di Matteo Bassetti. Nonostante la svolta, l’infettivologo continua a non essere d’accordo con quanto previsto dal disegno di legge promosso dal ministro Giuseppe Valditara.

Nuova polemica di Bassetti sull’educazione sessuale a scuola

“Cambio!! Si può fare educazione sessuale nelle scuole ma solo con il permesso dei genitori? Chiederemo anche ai genitori se si può leggere Manzoni o Dante?”. È questo il commento correlato al video pubblicato sui social da Matteo Bassetti. Il medico, che è intervenuto a più riprese sul tema dell’educazione sessuale a scuola, ha sollevato una nuova polemica in merito.

“Sull’educazione sessuale nelle scuole è stata cambiata la proposta – ha detto nel video, riferendosi al nuovo emendamento della Lega -. Ma secondo me non va bene neanche questa“.

La sua critica riguarda la proposta, inserita nel ddl Valditara, che richiede il consenso informato delle famiglie per far partecipare gli studenti di medie e superiori ai corsi sulla sessualità.

“Ma noi, per insegnare i Promessi sposi o per far leggere la Divina commedia o per insegnare come si fa un’operazione di matematica, lo dobbiamo chiedere ai genitori o è previsto nell’ordinamento scolastico? – ha domandato Bassetti – Allora, perché bisogna avere l’autorizzazione dei genitori?”.

L’infettivologo ha proseguito: “L’educazione sessuale non è quella soltanto legata all’educazione all’affettività, ma è l’educazione di come ci si riproduce, di come si fa l’amore, di come si possono evitare di prendere alcune malattie. È lì che dobbiamo andare ad agire, e non serve il consenso dei genitori evidentemente. La scuola informa senza bisogno di chiedere se i genitori siano d’accordo o meno“, ha concluso Matteo Bassetti.

Svolta sull’educazione sessuale a scuola: la novità

Il 10 novembre è iniziata alla Camera dei deputati la discussione del ddl Valditara sul consenso informato in ambito scolastico. La proposta prevede che i genitori debbano dare l’ok alla partecipazione dei propri figli ai corsi di educazione sessuale a scuola.

Durante la seduta, la deputata leghista Giorgia Latini ha presentato un emendamento al disegno di legge che ha di fatto cancellato l’altro emendamento, da lei firmato a ottobre, che vietava l’educazione sessuale alle medie. Un atto che aveva generato numerose polemiche, non solo da parte delle opposizioni, ma anche di insegnanti e professionisti di vario titolo, tra cui Matteo Bassetti.

Il nuovo emendamento, al comma 5 dell’articolo 1 del ddl Valditara, sostituisce le parole “per la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado” con le seguenti “per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria”.

Adesso il comma 5 dell’articolo 1 è il seguente: “Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità”.

Se il testo del ddl verrà approvato così alla Camera e, successivamente, in Senato, l’educazione sessuale sarà vietata nelle scuole dell’infanzia e alla primaria. I corsi dedicati alla sessualità e all’affettività potranno invece essere attivati nelle scuole medie e superiori, ma solo previo consenso delle famiglie. Gli studenti che non riceveranno l’autorizzazione da parte dei genitori non potranno partecipare alle lezioni.