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Nuove Indicazioni nazionali per i licei: cosa cambia

Dopo le nuove Indicazioni per la scuola fino alle medie, arrivano anche quelle per i licei: cosa cambia per i programmi scolastici delle superiori

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Le nuove Indicazioni nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale e ora si guarda ai licei. Oggi, lunedì 23 marzo, la Commissione incaricata alla stesura dei nuovi programmi scolastici per le superiori presenterà al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il documento elaborato da oltre 130 esperti tra accademici, insegnanti e presidi. Ma cosa cambia?

In arrivo le nuove indicazioni nazionali per i licei

Alla scrivania di Giuseppe Valditara arrivano le nuove Indicazioni nazionali per il secondo ciclo. La revisione dei programmi scolastici voluta dal ministro sta per compiere un ulteriore passo in avanti. Dopo la pubblicazione delle nuove Indicazioni nazionali per le scuole fino alle medie, che entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2026-2027, ecco che si passa alla modifica di quelle per le superiori datate 2010.

Dalle prime indiscrezioni sembra di capire che l’impianto culturale sia simile a quello che ha ispirato la revisione dei programmi del primo ciclo d’istruzione: stop alla geostoria, storia più concentrata sull’eredità dell’Occidente e centralità dell’insegnamento della lingua italiana.

La Commissione incaricata dal ministero dell’Istruzione e del Merito di stendere il nuovo documento è in gran parte formata dagli stessi esperti che hanno rielaborato le Indicazioni per il primo ciclo più alcune new entry per le discipline non presenti alla primaria e alle medie, come la filosofia.

Se le nuove Indicazioni per i licei arriveranno oggi al ministro Valditara, "abbiamo iniziato solo ora a prendere in mano le carte dei tecnici", ha spiegato a ilfattoquotidiano.it la coordinatrice della Commissione Loredana Perla, direttrice del dipartimento di Scienze della formazione e docente di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari. "L’impianto dei professionali, invece, per il momento non credo sarà toccato perché recente e rispondente ai criteri necessari", ha evidenziato.

Cosa prevedono le nuove indicazioni nazionali per i licei

Partiamo dall’insegnamento della storia. Così come previsto per la primaria e le medie, anche al liceo l’idea è quella di dare più spazio allo studio dell’Occidente pur non tralasciando il resto del mondo. Un’indicazione, questa, che aveva suscitato numerose critiche durante la discussione sui nuovi programmi per il primo ciclo d’istruzione. "Non c’è una visione riduzionista da parte degli storici che hanno lavorato – ha assicurato Perla – ma bisogna saper leggere questa impostazione con una visione di conoscenza approfondita del mondo dal quale veniamo e della sua eredità culturale".

Niente più geostoria, torna la geografia: "Non vi sarà più un libro di storia con un’appendice di geografia ma uno proprio per quest’ultima disciplina", ha evidenziato Loredana Perla. Il monte ore per geografia e storia, però resta invariato (tre ore a settimana).

Per quanto riguarda la filosofia, il documento tende ad "accentuare l’aspetto interpretativo senza svalorizzare quello storico", ha sottolineato Perla. L’obiettivo è quello di studiare i filosofi del passato "in rapporto a quello che succede nel mondo e ai bisogni degli studenti", ha precisato la coordinatrice della Commissione.

Per la letteratura, spazio anche a nuovi generi, come le graphic novel e i copioni teatrali o cinematografici per valorizzare i linguaggi visivi contemporanei.

Nelle nuove Indicazioni nazionali "ci sarà un paragrafo dedicato all’AI da usare come metodologia ma prestando attenzione alle riflessioni che ci sono in corso su questo tema", ha dichiarato la professoressa Perla.

Tra le altre novità, la possibilità di svolgere la formazione scuola-lavoro all’estero, l’insegnamento delle lingue con modalità Clil (Content and language integrated learning) e l’introduzione di indicazioni specifiche per il cinese e il russo.

"Ci tengo a precisare che le indicazioni non sono prescrizioni: sono il cosiddetto ‘curricolo formale’ grazie al quale si costruisce il curricolo di ogni scuola", ha concluso Loredana Perla al Fatto Quotidiano.