Nuove linee guida scuola Valditara: l'errore segnalato da Galiano
Prof Galiano ha inviato un messaggio a Valditara per spiegargli un errore contenuto nelle linee guida per la scuola sull'insegnamento della storia
Il professor Enrico Galiano ha pubblicato un video sui social nel quale si rivolge direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Lo scrittore e docente alle scuole medie di Pordenone è costretto a mandargli un messaggio perché ha trovato un errore all’interno delle nuove linee guida per la scuola realizzate proprio dal suo ministero.
Il video messaggio di prof Galiano al ministro Valditara
“Valdy, caro Valdy, buongiorno innanzitutto e buon anno. Come va, tutto bene?”, così inizia il video messaggio che il professor Enrico Galiano ha realizzato per svelare al ministro Giuseppe Valditara che ci sarebbe un piccolo errore nelle nuove linee guida per la scuola.
“Volevo chiedere una cosa, un favorino, di cambiare tante cose, però partiamo da lì”. Il docente, seguitissimo sui social, ha chiesto di iniziare modificando “sei righe delle Indicazioni Nazionali, quelle che sono state diffuse di recente”. Indossando gli occhiali, “perché l’età avanza”, Galiano legge queste sei righe. Alla fine del video domanda cortesemente di fare marcia indietro: “Le togliamo: non se ne accorge nessuno. Le togli e pace fatta”, ha sottolineato ironicamente.
Galiano e l’errore nelle linee guida per la scuola
“Anziché mirare all’obiettivo, del tutto irrealistico, di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche, è consigliabile percorrere una via diversa. E cioè un insegnamento/apprendimento della storia che metta al centro la sua dimensione narrativa“, si legge nelle nuove linee guida per la scuola.
Enrico Galiano, dopo aver letto le sei righe delle Indicazioni Nazionali per la Scuola, ha assunto un’aria perplessa e ha deciso di tradurre quelle parole perché “non si capisce benissimo”. “C’è scritto: mi raccomando, adesso basta le fonti, capire se una fonte è attendibile, confrontare, fake news… No, no, no, non ci interessa: a scuola la storia la dovete solo raccontare, questo dovete fare, dimensione narrativa. Raccontiamo la storia, perché è appassionante“.
Il professore di lettere non è del tutto d’accordo con questa visione dell’insegnamento della storia: “Sono anni che è questo che stiamo cercando di fare, cioè insegnare a riconoscere le fonti, capire, confrontare, fake news, fonte attendibile, fonte non attendibile”. Con il metodo proposto dal ministero dell’Istruzione e del Merito, secondo Galiano “stai praticamente dicendo al ragazzo o al bambino (punto esclamativo): ‘Fermo lì, tu non devi usare la tua testa, niente interpretare criticamente, che scherziamo? Tu devi prendere per buono quello che ti dico io, dimensione narrativa. Io ti racconto, tu mi ascolti rapito e dici sì, sì, le cose sono andate così‘”.
Per Enrico Galiano è un grandissimo no e fa qualche esempio sul perché questo approccio non sarebbe giusto: “Un giorno Maria Antonietta ha detto: ‘Se non hanno pane che mangino brioche’. Già, peccato che Maria Antonietta non l’abbia mai detta questa cosa. E lo puoi sapere solo se impari a confrontare le fonti”. Parlando di Nerone, invece, ha aggiunto: “Non era questo imperatore terribile che tutti ci raccontano e lo puoi sapere solo se impari a confrontare le fonti”. Mentre “Spartaco, quel gran cattivone di Spartaco, non era un gran cattivone e lo puoi sapere solo se impari a confrontare le fonti”.
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