Nuovi libri di testo a scuola: rivoluzione per l'anno 2026-2027
Come previsto dal ministero dell'Istruzione e del Merito, cambiano le modalità di adozione dei libri di testo: tante le novità per docenti e famiglie
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto alcune novità che riguardano l’adozione dei nuovi libri di testo a scuola. Per l’anno scolastico 2026-2027 è stata annunciata una vera e propria rivoluzione per quello che riguarda l’adozione dei testi utilizzati da ragazzi e ragazze per studiare. Anche per quello che concerne i cosiddetti "tetti di spesa", tema molto sentito dalle famiglie italiane, sono state prese alcune importanti decisioni.
Le novità del ministero per i libri scolastici 2026-2027
Secondo le Indicazioni nazionali adottate dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, attraverso il decreto 221/2025, per le prime classi dell’anno scolastico 2026/2027 ci sarà una piccola rivoluzione per quello che riguarda i libri scolastici. I presidi dovranno controllare con attenzione tutte le fasi di procedura per l’adozione dei testi, tenendo anche in considerazione i prezzi e i tetti di spesa massimi.
Se per le classi successive alla prima si continuerà a seguire quanto stabilito dal decreto 254/2012, fino al suo naturale esaurimento, per chi inizia adesso un nuovo ciclo di studi cambiano le regole per quello che riguarda l’adozione di libri. Si cercherà di rendere più "snelli" i volumi, di reintrodurre lo studio classico e grammaticale, di rimodulare lo studio delle materie scientifiche e di cambiare sistema di insegnamento per i più piccoli.
Come saranno scelti i nuovi libri di testo a scuola
La scelta dei libri di testo andrà fatta durante il collegio docenti, non oltre la seconda decade del mese di maggio. Si potranno confermare i testi già in uso, scegliere versioni digitali o miste oppure introdurre strumenti integrativi, che siano in linea con il Piano triennale dell’offerta formativa.
Prima della delibera formale, le proposte devono essere valutate dai Consigli di classe o di Interclasse, alla presenza dei rappresentanti degli studenti e dei genitori che dovranno essere messi al corrente dei motivi che hanno spinto gli insegnanti a prendere quelle decisioni in merito ai libri che saranno adottati nell’anno scolastico successivo, in questo caso quello 2026-2027. Il voto dei rappresentanti non è vincolante: si tratta, però, di un parere importante per compiere la migliore scelta possibile.
Nella scelta finale, i professori devono capire se l’editore ha rispettato o meno il Codice Polite, valutando, cioè, se il testo è idoneo non solo dal punto di vista didattico, ma anche per quello che riguarda altri aspetti (ad esempio lo sviluppo dell’identità di genere e della cultura delle pari opportunità). Ogni libro deve rispettare la pluralità di idee e culture e non deve contenere alcuna discriminazione.
Le segreterie scolastiche devono comunicare la scelta fatta entro l’8 giugno 2026 sulla piattaforma dedicata.
Quali saranno i tetti di spesa per le famiglie
Un aspetto fondamentale è quello che riguarda i tetti di spesa per le famiglie. I docenti devono compiere le loro scelte entro dei massimali, che includono degli sconti applicati per legge: del 10% per le edizioni miste e del 30% per quelle interamente digitali. Il tetto di spesa si può sforare solo entro il limite massimo del 20% e con una motivazione che deve essere giustificata da una delibera del Collegio docenti e approvata dal Consiglio di istituto. I rappresentanti dei genitori possono contestare in quest’ultima sede eventuali aumenti di spesa se ritengono che la giustificazione non sia adeguata.
Quanto costeranno i libri alle famiglie italiane? Per l’anno scolastico 2026/2027 resta la totale gratuità per i libri di testo della scuola primaria: è lo Stato a coprire i costi necessari. Per la scuola secondaria di primo grado, il tetto massimo di spesa per i libri è di 303 euro al primo anno, 121 euro al secondo e 136 al terzo.
Alle scuole superiori, invece, i massimali di spesa per le famiglie sono diversi a seconda dell’indirizzo scelto, con una disparità profonda tra licei e istituti professionali. Chi frequenta il classico si ritroverà a dover affrontare la spesa maggiore (346 per il primo anno e un picco di 395 per il terzo anno). Gli studenti e le studentesse delle scuole professionali affrontano spese minori: il più economico tra questi è l’indirizzo manutenzione e assistenza tecnica (147 euro di spesa al secondo anno e 133 al quinto).