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Donna legge un libro iStock

Nuovi programmi Licei, svolta "Promessi sposi": cosa cambia

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei "bocciano" i Promessi sposi di Manzoni, invitando i prof a trovare letture alternative nel biennio

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei cambiano il volto dei programmi scolastici in queste scuole secondarie di secondo grado. Sono tante le novità introdotte dal ministero dell’Istruzione e del Merito che dovranno essere valutate insieme a tutta la comunità scolastica e, per la prima volta, anche con i rappresentanti degli studenti. Nei nuovi programmi per i Licei c’è anche un cambiamento epocale per quello che riguarda i "Promessi sposi", romanzo di Alessandro Manzoni solitamente oggetto di studio: ecco cosa cambia per i liceali.

Le nuove indicazioni sulla lettura dei Promessi sposi al Liceo

Addio ai "Promessi sposi". Il romanzo di Alessandro Manzoni non è "più un classico contemporaneo" e per questo motivo si può evitare di studiarlo nel biennio. Questa è una delle tante novità introdotte dalle Indicazioni Nazionali per i Licei, realizzate da una commissione guidata dalla professoressa di Pedagogia Loredana Perla e fortemente volute dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il documento redatto dal ministero ricorda che il libro era comparso nei programmi dell’Ottocento perché rappresentava un "classico contemporaneo", ruolo che oggi non rivestirebbe più.

Secondo quanto si apprende, "al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Alessandro Manzoni sarà possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico". La lettura di questo capolavoro della letteratura italiana dovrà essere rimandato, in maniera "integrale o per brani, al quarto anno del percorso di studi, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni".

Quali sono i libri consigliati nel biennio dei Licei

Cosa leggere nel biennio del percorso liceale? Le Indicazioni Nazionali, che hanno introdotto novità anche per quello che riguarda l’insegnamento della Matematica e lo studio dell’IA, danno anche suggerimenti sulle alternative da proporre a studenti e studentesse nei primi due anni del liceo.

Meglio optare per autori italiani e stranieri che siano in grado di raccontare il classico contemporaneo di oggi, come Alberto Moravia, Elsa Morante, Italo Calvino, Stefano Benni, Domenico Starnone, Fëdor Dostoevskij, Emily Brontë, J.R.R. Tolkien, Philip Dick, Agatha Christie o Stephen King. Meglio optare per "autori che di norma piacciono agli studenti", come Niccolò Ammaniti o George Orwell, o generi come i gialli, la fantascienza, l’horror, le "strane storie", come quelle di Roald Dahl. Ma anche saggi, testi teatrali, sceneggiature di film o serie tv.

Inoltre, durante il biennio i professori di italiano dovranno far leggere almeno sei libri in modo integrale, tre per ogni anno scolastico.

La reazione dei prof al "divieto" di leggere Manzoni

Come hanno reagito i professori di italiano a questa notizia? La Repubblica ha riportato alcune reazioni dei docenti che hanno letto le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei e, in particolare, il riferimento ai "Promessi sposi" e alla scelta di posticiparne la lettura.

Gli insegnanti in merito a questa novità sui programmi liceali si dividono tra i contrari netti ("Non mi avrete mai", ha scritto un docente di Napoli su Facebook") e i favorevoli: un collega di Como ha infatti concordato sulla scelta, sottolineando che sia "giusto, troppo complicato Manzoni, li stroncavamo appena arrivati".

Quando si potrà leggere La Divina Commedia

Le novità riguardano anche un’altra celebre opera letteraria del bel Paese, "La Divina Commedia" di Dante Alighieri. La commissione valuta questo libro ancora centrale nella formazione liceale, ma "per la sua difficoltà è meglio leggerla in classe, con l’insegnante". Il consiglio è quello di proporre il lavoro del Sommo Poeta "durante il terzo e quarto anno", dopo aver già analizzato "qualche testo medievale".

Le Indicazioni suggeriscono di riportare l’opera dantesca al "contesto storico e storico-letterario cui appartiene". Non c’è "un numero di canti consigliato": studenti e studentesse devono, però, averne "un’idea complessiva" e devono comprendere "la struttura e lo svolgimento". Sarebbe consigliabile secondo gli esperti "leggerla scegliendo brani da tutte le Cantiche", così da avere "un’idea della tastiera espressiva di Dante" e scoprire "la dimensione della progressione e del racconto"-