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Nuovi programmi scuola, ok del Consiglio di Stato: cosa cambia

Ok del Consiglio di Stato alle nuove Indicazioni nazionali (ex programmi scolastici) per la scuola dell'infanzia, primaria e medie: cosa cambia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Dopo la sospensione del parere dello scorso settembre, il 12 novembre il Consiglio di Stato ha dato l’ok alle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione, che tracciano le linee guida per i futuri programmi scolastici. Cosa cambia adesso?

Via libera del Consiglio di Stato ai nuovi programmi per la scuola

Il Consiglio di Stato ha dato parere positivo alla versione aggiornata del documento del ministero dell’Istruzione e del Merito sulle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione (elementari e medie).

L’approvazione è arrivata dopo l’invio di integrazioni e chiarimenti richiesti in seguito al parere interlocutorio del 17 settembre, in cui erano state evidenziate varie criticità.

Con questo passaggio, il documento può adesso concludere il proprio iter di validazione e diventare ufficiale, con l’entrata in vigore prevista per l’anno scolastico 2026-2027.

Quali criticità restano nelle Indicazioni nazionali per il Consiglio di Stato

Sebbene positivo, il parere espresso dal Consiglio di Stato sulle nuove Indicazioni nazionali per la scuola contiene alcune riserve e indicazioni correttive, in particolare riguardo alla chiarezza normativa e alla definizione tecnica del regolamento.

I giudici hanno segnalato che alcuni obiettivi di apprendimento e competenze risultano espressi attraverso un “meta-linguaggio” eccessivamente tecnico, con il rischio di comprimere l’autonomia didattica delle scuole e di generare responsabilità giuridiche poco chiare per il corpo docente.

Nel parere, il Consiglio ha evidenziato l’esigenza di garantire maggiore “certezza del diritto” e limitare la discrezionalità interpretativa, che potrebbe tradursi in inefficienze gestionali o in un carico eccessivo di responsabilità per le istituzioni scolastiche.

Cos’ha detto Valditara sull’ok del Consiglio di Stato

“Grazie alla leale collaborazione tra le istituzioni sono state riconosciute la serietà e la qualità delle nostre proposte”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha accolto con soddisfazione il via libera del Consiglio di Stato alle nuove Indicazioni nazionali.

“Dopo quest’ultimo passaggio – ha proseguito -, siamo ora in grado di concludere positivamente il percorso del provvedimento e di adottarlo in tempo utile per la sua applicazione. Come previsto, dunque, per il prossimo anno scolastico le nuove Indicazioni nazionali saranno operative“, ha assicurato il ministro.

“Procediamo con determinazione e impegno nel costruire una scuola di sempre maggiore qualità, con ‘programmi’ che siano in grado di dare ai giovani le conoscenze e competenze necessarie ad affrontare le sfide del presente consapevoli dello straordinario patrimonio del nostro passato”, ha concluso Valditara.

Cosa cambia con le nuove Indicazioni nazionali per la scuola

Le nuove Indicazioni nazionali apportano modifiche rilevanti nei programmi scolastici fin dalla scuola dell’infanzia, dove si valorizzeranno maggiormente la narrazione e le abilità di problem solving.

Nella scuola primaria si assiste a un ritorno a metodi didattici più tradizionali: lo studio approfondito della grammatica, la memorizzazione di poesie e l’impiego del corsivo tornano centrali. Tra le novità, c’è l’introduzione dell’informatica già nei primi anni di istruzione.

Per la scuola secondaria di primo grado, le nuove indicazioni prevedono la reintroduzione del latino, con l’obiettivo di potenziare le competenze linguistiche e logiche degli studenti, favorendo al contempo una connessione con le radici culturali europee.

Le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) vedranno un ampliamento del loro spazio curricolare, con un’enfasi particolare sulle attività laboratoriali. Nel campo delle materie umanistiche, si amplia la gamma di testi letterari proposti, includendo anche la Bibbia, mentre l’insegnamento della storia si orienta verso una maggiore attenzione all’Occidente.

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