Nuovo sciopero scuola 18 maggio 2026, chi si ferma e perché
Per l'intera giornata di lunedì 18 maggio 2026 è stato proclamato un nuovo sciopero che coinvolge anche il settore scuola: chi si ferma e perché
Nuovo sciopero della scuola in arrivo. La confederazione Usb ha proclamato un’azione di protesta per l’intera giornata di lunedì 18 maggio 2026 che riguarderà numerosi comparti del pubblico impiego, tra cui il settore "Istruzione e ricerca". Vediamo chi si ferma e quali sono le motivazioni alla base della mobilitazione.
I motivi dello sciopero a scuola del 18 maggio 2026
"Usb raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio", si legge nel comunicato della sigla sindacale che ha proclamato la mobilitazione dei lavoratori per l’intera giornata di lunedì 18 maggio. Oltre alla scuola e al trasporto pubblico, escluso quello aereo, nello sciopero saranno coinvolti i seguenti settori d’impego: Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Presidenza del Consiglio dei ministri, Regioni a statuto speciale, Funzioni pubbliche, Province autonome, Funzioni sociali, autorità indipendenti e sanità.
In una nota, Usb ha spiegato che i motivi della protesta sono "la guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l’attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici". Il sindacato denuncia le "conseguenze economiche e sociali che questa guerra produce sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Ogni bomba, ogni missione militare, ogni accordo bellico, ogni aumento delle spese militari si traduce in meno salari, meno sanità, meno scuola, meno welfare, meno pensioni, meno casa, meno sicurezza sociale".
Ecco la richiesta della confederazione: "Vogliamo che le risorse vengano tolte alla guerra e rimesse dove servono: salari, servizi pubblici, pensioni, sicurezza nei luoghi di lavoro, diritto alla casa, sanità territoriale, scuola pubblica, ricerca".
Per quanto riguarda il comparto scuola, lo sciopero è indetto per l’intera giornata di lunedì 18 maggio e coinvolge tutto il personale scolastico (insegnanti, Ata e dirigenti). Come succede in questi casi, non è garantito il normale svolgimento delle lezioni né quello delle attività amministrative.
L’entità del disagio per studenti e famiglie dipenderà dall’adesione alla mobilitazione dei lavoratori della scuola. Per questo motivo è consigliabile informarsi per tempo: molti istituti pubblicano avvisi specifici, mentre altri comunicano direttamente alle famiglie eventuali variazioni di orario o chiusure parziali.
Come detto, la protesta riguarderà anche il servizio pubblico. Per gli studenti e i lavoratori della scuola pendolari, il consiglio è quello di verificare in anticipo le fasce orarie garantite e gli eventuali disagi previsti alla circolazione.
Gli altri scioperi della scuola previsti a maggio e giugno
Sono altri due, al momento, gli scioperi della scuola previsti entro la fine dell’anno scolastico, che si terranno venerdì 29 maggio e lunedì 1 giugno.
Il primo è lo sciopero generale del 29 maggio, che interesserà anche il comparto Istruzione e ricerca. A proclamarlo sono state le sigle sindacali Sgb, Confederazione Cub, Si Cobas, Usi-Cit e Adl Varese con le seguenti motivazioni:
- opposizione alla guerra;
- richiesta di maggiori investimenti su sanità, scuola, trasporti e welfare;
- protesta contro la precarietà;
- richiesta di aumenti di stipendio per i lavoratori del settore pubblico e privato;
- richiesta di politiche sociali efficaci;
- opposizione ai decreti Sicurezza.
Infine, per lunedì 1 giugno, il sindacato Csle ha proclamato uno sciopero per tutta la giornata per il singolo comparto Funzioni locali, che coinvolgerà tutto il personale educativo degli asili nido e delle scuole dell’infanzia comunali.