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Il poema letterario Odissea di Omero iStock

L'Odissea di Nolan e la prof: perché è un film "necessario" oggi

In vista dell'uscita del film The Odissey di Nolan la docente d'italiano Elena Di Mauro spiega perché è ancora necessario parlare dell'Odissea

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

  • The Odyssey, il tanto atteso film di Christopher Nolan basato sull'Odissea, arriva al cinema.
  • La professoressa d'italiano Elena Di Mauro svela i simboli del mito di Ulisse e perché è "attuale".
  • Di Mauro: "È ancora necessario parlare di Odissea, al di là delle accuse a Nolan sull'accuratezza storica".

Il 16 luglio 2026 esce nelle sale cinematografiche "The Odyssey", il film diretto da Christopher Nolan che si basa sull’Odissea, una delle opere attribuite ad Omero. Oltre alle polemiche che hanno accompagnato il trailer del lungometraggio, a distanza di quasi tremila anni, ci si chiede quanto questo poema abbia ancora da dire al pubblico contemporaneo. Ha ancora senso quello che l’autore scriveva all’epoca e ci sono degli insegnamenti che varcano i confini del tempo e possono giungere fino ai giorni nostri? Per fugare ogni dubbio, Virgilio Sapere ha contattato Elena Di Mauro, docente di italiano, cosa ne pensa.

L’Odissea di Omero arriva al cinema con Christopher Nolan

Gli spettatori italiani potranno vedere al cinema "Odissea" di Christopher Nolan a partire da giovedì 16 luglio 2026, mentre quelli statunitensi dovranno aspettare il giorno dopo. Il regista ha scelto di portare sullo schermo uno dei due grandi poemi epici della letteratura greca che sono stati attribuiti al poeta Omero, che lo avrebbe scritto intorno all’VIII o al VII secolo a.C. Quello che l’autore ha scritto all’epoca, può valere ancora oggi?

Abbiamo rivolto la domanda ad Elena Di Mauro, professoressa di italiano che si è laureata con lode in Filologia Moderna a Firenze nel 2018. La docente di ruolo sull’Isola d’Elba, della quale è originaria, ci ha spiegato per quale motivo "il mito di Ulisse da sempre affascina gli ascoltatori, i lettori e il pubblico del cinema".

Perché l’Odissea di Omero è un "mito ancora attuale"

Elena Di Mauro ha spiegato che l’Odissea di Omero è "un mito senza tempo che intreccia dolore per la mancanza di casa (nostalgia, nostos ‘ritorno’ e algos ‘dolore’), avventura e curiositas, voglia di scoprire il mondo". È un’opera ancora "attuale" perché "riesce ad arrivare a un pubblico giovane sempre desideroso di conoscere e viaggiare e al quale è giusto anche tramandare l’importanza delle radici e della famiglia".

La professoressa ha aggiunto: "Itaca rappresenta partenza e ritorno, porto sicuro che seppur lontano resta lì pronto ad accoglierci al ritorno, Ulisse è simbolo della voglia di avventura, mi riferisco al canto delle sirene, ma anche di capacità di parlare agli altri e di prendersene cura, pensiamo per esempio alla parte relativa a Circe e ai suoi incantesimi". Per quello che riguarda la figura femminile, invece, "le donne sono, nel poema, allo stesso tempo fedeli donne di casa (Penelope che lo aspetta) e regine volitive e astute (Penelope che rifiuta i Proci, Calipso che ama Ulisse, Circe e le sue ancelle)".

L’insegnante ha sottolineato che "questi personaggi, così come altri e altri eventi, sono simboli che guidano i ragazzi nella loro educazione ed emancipazione ed è per questi simboli che è ancora necessario parlare di Odissea a scuola e al cinema, al di là della poca accuratezza storica di cui è stato accusato Nolan". Secondo Elena Di Mauro "i nostri ragazzi hanno bisogno di concetti assoluti più che di perfezione filologica".

Le polemiche sull’Odissea di Nolan al cinema

Il film "The Odyssey" di Christopher Nolan è stato fortemente criticato. Le scelte fatte dal regista e le immagini del trailer hanno sollevato sui social tantissime polemiche. C’è chi non ha apprezzato la decisione di affidare a Lupita Nyong’o il ruolo di Elena di Troia e di introdurre nel cast il personaggio di Seren, interpretato da Elliot Page, che, secondo indiscrezioni non confermate, altri non sarebbe che Achille. C’è chi poi ha contestato alla produzione l’uso di parole e accenti moderni, di abiti di scena e armi non in linea con quelli usati nei tempi in cui è ambientata l’opera omerica, mentre in Grecia hanno contestato l’assenza di attori greci.

Christopher Nolan al Telegraph ha minimizzato le critiche, sottolineando che "fanno parte del gioco" se si decide di adattare per il grande schermo un’opera letteraria così importante. Lui ha provato a "realizzare il miglior film possibile" e ha ricordato che ogni adattamento di questo tipo è sempre un’opera unica nel suo genere.

Anche il professor Daniele Coluzzi era intervenuto per spiegare quanto fossero sterili i commenti e i video visti online, che lui ha definito come "deprimenti". A tutti i suoi follower ha chiesto di godersi solo il film, perché "è qualcosa di unico: non succede tutti i giorni di poter andare al cinema a vedere l’Odissea fatta da un regista così importante con un budget così grande. È un’opera difficilissima da mettere in scena: per cui godiamoci il momento".