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Ok all'IA per scrivere la tesi di laurea: il caso a Modena iStock

Ok all'IA per scrivere la tesi di laurea: il caso a Modena

All'Università di Modena e Reggio Emilia si può usare l'intelligenza artificiale anche per scrivere la tesi di laurea, ma con delle regole da seguire

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

L’intelligenza artificiale può facilitare molto il lavoro di stesura della tesi ma, ovviamente, bisogna usarla in modo costruttivo senza lasciare che la tecnologia faccia tutto il lavoro senza revisionarlo o rielaborarlo in modo che sia solo un supporto per velocizzare o perfezionare dei passaggi. In ogni caso, negli atenei dell’università di Modena e Reggio Emilia è stato deciso che ChatGPT e i suoi simili possono essere usati anche per scrivere la tesi, ma con delle limitazioni.

L’università di Modena e Reggio Emilia sull’uso dell’IA

All’Università di Modena e Reggio Emilia, gli studenti potranno usare l’intelligenza artificiale anche per scrivere la tesi di laurea, ma solo con l’autorizzazione esplicita del docente e con l’obbligo di dichiararlo specificando in quale misura e per quali finalità.

Le nuove linee guida sull’IA adottate da Unimore hanno stabilito alcune regole per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti di tecnologia avanzata e, contestualmente, hanno distribuito oltre trentamila licenze delle piattaforme Gemini Edu e NotebookLM a studenti, docenti, ricercatori e personale.

L’intelligenza artificiale è ammessa come supporto per comprendere concetti complessi, organizzare lo studio, sviluppare idee e svolgere attività di autovalutazione.

Le linee guida per gli esami e la tesi di laurea

Come riporta il Corriere della Sera, le linee guida vietano di inserire nei sistemi non autorizzati dati personali, materiali riservati, progetti di ricerca inediti o brevetti non ancora depositati.

Non si potrà neanche indicare un sistema di IA come autore di un articolo scientifico o di un brevetto, né sostituire il giudizio umano nella valutazione di studenti o candidati nei concorsi.

Sono vietati anche i sistemi di riconoscimento delle emozioni di studenti e personale. In sintesi, le linee guida approvate dall’Università indicano il principio di fondo secondo cui l’Intelligenza artificiale può affiancare le persone, ma non sostituirne il pensiero critico, l’apporto personale e la responsabilità.

La formazione sull’uso dell’IA

Una delle novità principali per chi frequenta l’università degli studi di Modena e Reggio Emilia è che l’ateneo mette a disposizione diretta strumenti e programmi per la formazione all’uso delle tecnologie avanzate.

Da settembre 2026 partiranno i corsi di Ai Literacy per tutte le componenti dell’ateneo, corpo studentesco, docenti, ricercatori, tecnici amministrativi e bibliotecari.

Sempre il Corriere della Sera riporta che per quanto riguarda gli strumenti adottati, Gemini Edu supporterà l’esplorazione di argomenti complessi e le capacità analitiche; NotebookLM la gestione di appunti, fonti e materiali, con possibilità di ricavarne sintesi e mappe concettuali.

Inoltre, le linee guida sull’intelligenza artificiale saranno aggiornate periodicamente per tenere conto dell’evoluzione delle tecnologie e della progressiva applicazione della normativa europea e nazionale.

Sul sito di Unimore si specifica che "per studenti e studentesse, l’AI potrà essere impiegata come supporto per comprendere concetti complessi, organizzare lo studio, sviluppare idee, svolgere attività di autovalutazione e rielaborare le informazioni".

"Potrà essere utilizzata – si legge ancora – anche durante esami e verifiche intermedie o nella redazione dell’elaborato finale e della tesi di laurea, solo previa ed esplicita autorizzazione del docente o della commissione. L’eventuale utilizzo dovrà essere dichiarato, specificando in quale misura e per quali finalità si sia fatto ricorso agli strumenti. Ai docenti spetterà indicare nei programmi degli insegnamenti le modalità e i limiti di impiego consentiti".