"Ora di rabbia" a scuola per Crans-Montana: il post di Prof Raimo
Prof Raimo su Facebook ha svelato che il minuto di silenzio per Crans-Montana si è trasformato in un'ora di rabbia: cos'hanno fatto gli studenti
Dopo il minuto di silenzio osservato nelle scuole italiane per le vittime di Crans-Montana, nel giorno di rientro in classe dalle vacanze di Natale, non si placano le polemiche e le parole spese su quanto accaduto in Svizzera. Tanti giovanissimi ragazzi e ragazze hanno perso la vita in un locale dove stavano festeggiando tutti insieme il Capodanno 2026. Anche il professor Raimo è intervenuto in questa discussione, che spesso si è fatta accesa: perché il docente ha parlato di un'”ora di rabbia” a scuola per la tragedia di Crans-Montana?
Prof Raimo e l’ora di rabbia per Crans-Montana
Su Facebook Christian Raimo, insegnante e scrittore romano, ha svelato che il minuto di silenzio voluto dal ministero dell’Istruzione e del Merito in tutte le scuole italiane, per ricordare le vittime della discoteca svizzera, si è trasformato in un’ora di rabbia. Questo è successo perché studenti e studentesse hanno voluto affrontare con i loro docenti quello che è accaduto in quella terribile notte e hanno voluto raccontare la loro esperienza diretta.
“Come spesso capita a scuola, il minuto di silenzio è diventata l’ora di rabbia“, ha spiegato l’insegnante di Storia e filosofia, spiegando il motivo delle sue parole: “I ragazzi oggi in classe volevano parlare soprattutto della situazione dei locali a Roma. Dalla discoteca che per fare cassa fa entrare il doppio della capienza consentita a quelli che non controllano l’età e ci stanno i ragazzini che si fanno male a quelli che ti offrono loro la bottiglia con i fuochi d’artificio a quelli che se comunque non hai 60 euro per il privé devi stare ammassato tutta la sera in uno scantinato a quella volta che ce stava a cascà il tetto addosso, prof”.
Il docente di Roma, che insegna alle scuole superiori, ha poi riflettuto sui ragazzi di oggi e di come spesso la percezione che si ha di questa generazione sia completamente errata: “La generazione descritta sempre come una massa di svampiti ha un’idea molto chiara di quanto e come i loro diritti non siano rispettati e di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza”.
Il minuto di silenzio a scuola per le vittime
Il minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana è stato osservato nelle scuole italiane su indicazione del ministero dell’Istruzione e del Merito. Alle 10.30 di mercoledì 7 gennaio 2026, giorno in cui quasi tutti gli studenti e le studentesse sono tornati in classe dopo le vacanze di Natale, tutti gli istituti scolastici si sono fermati per un momento di raccoglimento.
Il ministro Giuseppe Valditara, che già domenica 4 gennaio 2026 aveva espresso tramite i social il suo cordoglio, nella nota diramata dal ministero ha voluto rinnovare la sua vicinanza alle famiglie delle vittime. “In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”.
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