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Ora è consentito controllare gli zaini a scuola: novità in Cile iStock

Ora è consentito controllare gli zaini a scuola: novità in Cile

In Cile è entrata in vigore la legge "scuole protette" per prevenire la violenza negli istituti formativi che consente di perquisire gli zaini

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Anche all’estero si lavora per prevenire e contrastare la violenza giovanile. In particolare nelle scuole, principali luoghi educativi di bambini e ragazzi dopo le famiglie e ambienti in cui c’è il maggior scambio tra adulti e studenti, i governi dei diversi Paesi stanno introducendo regole per garantire un’atmosfera sicura e protetta. Il Cile ha deliberato una legge che consente di controllare gli zaini.

La novità in Cile sul controllo degli zaini

Il presidente ultraconservatore cileno, José Antonio Kast, ha celebrato l’entrata in vigore della "Legge sulle scuole protette" davanti agli alunni di una scuola pubblica della capitale.

"Perché qualcuno dovrebbe avere paura di mostrare cosa c’è nel suo zaino? Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere", ha detto il leader.

L’obiettivo della normativa è quello di prevenire la violenza nelle scuole e tra le misure vi è appunto il permesso di fare perquisizioni degli zaini.

"Questa legge ci aiuta a migliorare la convivenza. Ci aiuta a raggiungere un luogo sicuro. Ci insegna anche la cosa più importante: che veniamo a scuola per imparare", ha dichiarato il capo dello Stato.

Nel 2025, sono stati registrati 893 reati legati al porto d’armi negli istituti scolastici cileni e le segnalazioni di maltrattamenti nei confronti degli insegnanti sono aumentate da 441 a 695 tra il 2023 e il 2025, con un incremento del 58%, secondo i dati del governo.

Cosa prevede la nuova legge in Cile

La norma introduce regole ben precise su chi può effettuare i controlli e con quali modalità. Per evitare che la misura sfoci in interventi repressivi invasivi, il Congresso cileno ha definito confini precisi, ovvero:

  • È esclusivo compito del personale scolastico svolgere le verifiche visive e i controlli sugli zaini.
  • Il parlamento ha espressamente respinto la proposta di coinvolgere le forze dell’ordine o agenti di polizia all’interno dei locali scolastici per l’ispezione ordinaria dei bagagli.
  • C’è inoltre il divieto assoluto di perquisizioni corporali: la legge vieta in modo tassativo qualsiasi forma di perquisizione fisica o controllo diretto sugli indumenti indossati dagli studenti.

L’obiettivo dichiarato dalle autorità è quello di creare un deterrente contro l’introduzione di oggetti pericolosi, senza trasformare la scuola in un ambiente militarizzato o lesivo della privacy dei minori.

Violenza giovanile in Italia: i dati

Intanto nel nostro Paese, l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha diffuso i dati relativi a Espad Italia (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), la ricerca che analizza periodicamente gli stili di vita e i comportamenti a rischio degli adolescenti.

Lo studio ha rivelato che da noi che la violenza giovanile coinvolge oltre quattro adolescenti su dieci: nel 2025, il 43,4% degli studenti tra 15 e 19 anni, che equivale a più di un milione di ragazzi, riferisce di averla compiuta o subita almeno una volta, e il 14,2% (oltre 350mila) segnala due o più episodi.

Dal 2018 al 2025 sono inoltre triplicati i comportamenti più gravi, come le minacce con un’arma (che sono passate dall’1,4% al 3,5%) e le violenze contro un’insegnante (dall’1,2% al 3,6%). I comportamenti violenti prevalgono tra i ragazzi con il dato che arriva al 49,8%, contro quello del 37,2% che si registra tra le ragazze.