Orali Maturità 2026 al via in molte scuole: cosa bisogna sapere
Ecco quando iniziano i colloqui orali della Maturità 2026 e cosa bisogna sapere sulle nuove modalità previste dalla riforma del ministro Valditara
Passato lo spauracchio degli scritti, per i maturandi è in arrivo l’ultima grande prova con gli orali della Maturità 2026. In molti istituti scolastici i colloqui sono già iniziati e sono tanti gli studenti e le studentesse che si stanno presentando davanti alle Commissioni per l’ultimo step da superare prima di poter stringere tra le mani il diploma delle scuole superiori. Cosa bisogna sapere sugli orali della Maturità 2026, soprattutto dopo le novità introdotte dalla riforma di Giuseppe Valditara?
Quando iniziano gli orali della Maturità 2026
I colloqui orali della Maturità 2026 sono iniziati in molti istituti scolastici: questo esame segue di qualche giorno la prima prova scritta (il classico tema con le sette tracce proposte, accusate di non aver garantito la parità di genere tra gli autori) e la seconda prova scritta, diversa per ogni istituto (versione di latino al Liceo classico, matematica al Liceo scientifico e così via).
Il primo giorno di colloqui orali è oggi, martedì 23 giugno 2026: più di 500mila maturandi torneranno in aula per sostenere l’ultima prova, secondo un calendario già stabilito dalle Commissioni. Per regolamento l’inizio dello svolgimento dei colloqui deve avvenire a partire dai due giorni dopo la pubblicazione del punteggio ottenuto in ogni prova scritta.
La gran parte degli orali, dunque, comincia il 23 giugno 2026, in base alla programmazione dei colloqui che segue quanto stabilito nella riunione plenaria delle Commissioni. In questa occasione è stata anche estratta la lettera per stabilire in modo imparziale l’ordine di partenza dei colloqui orali e il successivo svolgimento degli stessi in ordine alfabetico.
Quanto dura e come si svolge l’esame orale della Maturità 2026
L’esame orale della Maturità ha una durata che può variare dai 40 ai 60 minuti. Secondo le novità introdotte dalla riforma fortemente voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si inizia da quest’anno con una riflessione personale del maturando, non solo sul proprio percorso di studi, ma anche sulle attività extrascolastiche svolte. Si partirà, dunque, dal Curriculum dello studente e della studentessa, che avrà un ruolo fondamentale. Sono stati abbandonati definitivamente le tracce e gli spunti proposti a sorpresa dai professori.
Dopo questa breve introduzione, l’interrogazione della Maturità potrà concentrarsi sulle quattro materie stabilite a gennaio per l’orale di ogni indirizzo di studio (insieme a quelle della seconda prova scritta): i commissari non potranno fare domande al di fuori di queste discipline.
Durante il colloquio sarà dato ampio spazio anche alle esperienze fatte da studenti e studentesse nei loro Percorsi di formazione scuola-lavoro. Senza dimenticare l’Educazione Civica: durante la chiacchierata, i candidati e le candidate dovranno dimostrare di conoscere bene questa materia e, in particolare, tutto quello che un cittadino dovrebbe sapere su Costituzione, diritti di cittadinanza e anche sostenibilità ambientale.
A differenza di quanto accadeva in passato, non sarà più possibile fare scena muta volontaria all’orale in segno di protesta e contestazione. Anche se è stato raggiunto un punteggio ritenuto sufficiente per ottenere il diploma, tra crediti maturati durante il percorso scolastico e punti ottenuti con le due prove scritte, sarà obbligatorio sostenere anche il colloquio. Chi si rifiuterà di affrontarlo, sarà bocciato.