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"Paghetta" da 10 euro al mese per i bimbi dai 6 anni: l'idea iStock

"Paghetta" da 10 euro al mese per i bimbi dai 6 anni: l'idea

La Germania vuole introdurre un bonus mensile per i bambini dai 6 ai 18 anni per integrare le pensioni future e spingere i genitori all'investimento

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il problema delle pensioni non riguarda solo l’Italia. Il Governo tedesco ha ideato una soluzione per spingere i genitori all’investimento e per integrare le pensioni future dei loro figli, una “paghetta” mensile da 10 euro ai bambini dai 6 anni. La proposta non è però stata esente da critiche con i sindacati sul piede di guerra. In cosa consiste il progetto in Germania.

L’idea del sussidio di 10 euro al mese ai bambini

Il governo tedesco ha elaborato un’iniziativa chiamata “Frühstart Rente“, tradotto in italiano “pensione a inizio anticipato”. Si tratta di un sussidio di 1o euro al mese a tutti i bambini tedeschi per integrare le loro future pensioni.

L’obiettivo del progetto è quello di cambiare la cultura finanziaria della Germania. Come ha spiegato al quotidiano Neue Westfälische, il segretario generale della Cdu Carsten Linnemann, “a partire dal primo gennaio 2026, tutti i bambini di sei anni riceveranno dieci euro al mese fino al compimento dei 18 anni”.

Il denaro dovrà essere investito dai genitori in un piano di risparmio azionario vincolato fino all’età della pensione. “Successivamente”, ha aggiunto Linnemann, “potranno continuare a risparmiare privatamente e avranno così un extra da mettere da parte fino alla pensione”. Come riporta il Corriere della Sera, il ministro degli Affari sociali Bärbel Bas intende presentare il disegno di legge in autunno.

Per il cancelliere Friedrich Merz, “la sicurezza del futuro non può più poggiare soltanto sulle spalle dello Stato, ma anche sull’iniziativa dei cittadini”, invitando i cittadini a non fare affidamento esclusivamente sulle pensioni pubbliche e a investire regolarmente piccole somme nel mercato azionario.

Per Merz, la Frühstart Rente è una lezione di vita: “I bambini devono imparare che la costanza nell’accantonare anche somme minime può fare la differenza”.

Riguardo alla previdenza sociale, anche l’Italia si sta muovendo per stimolare l’attenzione dei giovani al loro futuro pensionistico. A tal riguardo l’Inps ha lanciato il portale Giovani con diverse informazioni su lavoro, riscatto della laurea e risparmio.

L’esperimento pedagogico

Secondo il Wall Street Journal “il piano di Merz sembra più un esperimento pedagogico che una vera rete di sicurezza”. Il progetto non sarebbe solo un intervento economico, ma appunto un’operazione culturale.

I tedeschi tendono a tenere in conti a basso rendimento il 37% dei loro 9 mila miliardi di ricchezza finanziaria. Soltanto il 17% possiede azioni, fondi o Etf, contro il 39% degli inglesi e il 62% degli americani.

“È necessario spezzare la diffidenza verso i mercati perché, senza un’apertura verso strumenti di investimento, il sistema pensionistico non sarà sostenibile”, ha spiegato a Der Spiegel l’economista Ulrike Malmendier, docente a Berkeley e membro del Consiglio degli esperti economici che ha proposto la “paghetta previdenziale”.

Intervistata dal Financial Times, Malmendier ha spiegato che “se si investe in un portafoglio ampiamente diversificato e si considera un orizzonte temporale di 30 anni, è praticamente garantito un rendimento soddisfacente”.

Perché i sindacati sono contrari

A opporsi all’iniziativa della paghetta ai bambini dai 6 anni sono i sindacati tedeschi. In particolare quello dei metalmeccanici ritiene l’idea del cancelliere di promuovere piani pensionistici privati basati su azioni “lontana dalla realtà e pericolosa“.

Il sussidio dovrebbe costare circa un miliardo di euro l’anno a partire dal 2026, ma sempre secondo il sindacato quel denaro dovrebbe andare piuttosto a rafforzare un sistema pensionistico che, come ha scritto la Frankfurter Allgemeine Zeitung, “sta scivolando lentamente verso un deficit strutturale”.

Sempre come riporta Il Corriere della Sera, l’Istituto economico di Colonia (IW) calcola che, entro il 2036, 19,5 milioni di baby boomer andranno in pensione, mentre solo 12,5 milioni di giovani tedeschi entreranno nel mercato del lavoro.

Nel 2040, cento lavoratori sosterranno 41 pensionati: oggi sono 30. Nel 2024, circa un quarto del bilancio federale, 117 miliardi di euro, è stato destinato a colmare le lacune del sistema pensionistico. Secondo le politiche attuali, questo onere è destinato ad aumentare ancora di più.