Paolo Crepet ai giovani: “Se non avete ambizioni siete morti"
Paolo Crepet ha lanciato un nuovo messaggio ai giovani sull'importanza del sognare e dell'avere coraggio: “Se non avete ambizioni siete morti"
Recuperare il senso delle ambizioni, credere nei propri sogni e avere il coraggio di essere se stessi. È questo il messaggio che lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato dal palco del Teatro San Marco di Benevento, ospite della dodicesima edizione del Festival Filosofico del Sannio. In un mondo che sembra offrire più incertezze che prospettive, Crepet invita i giovani a non rinunciare alla propria capacità di desiderare e di immaginare un futuro diverso. E, soprattutto, ad accettare la propria imperfezione, perché è proprio lì che nasce la bellezza.
- Cos’ha detto Crepet ai giovani sull’importanza delle ambizioni
- Cos'è la bellezza secondo Paolo Crepet
- Perché il mondo dei ragazzi è cambiato per Crepet
Cos’ha detto Crepet ai giovani sull’importanza delle ambizioni
Le parole pronunciate da Paolo Crepet al Festival Filosofico del Sannio suonano come "un vero e proprio inno alla malinconia". Lo psichiatra, ospite della kermesse organizzata dall’associazione culturale ‘Stregati da Sophia’, ha ricordato ai giovani che nella vita "il nero esiste" e non si può evitare.
"Esistono le imperfezioni e chi vuole tutto perfetto è un semplice mostro, perché anche l’angoscia fa parte della nostra esistenza", ha affermato Crepet, come riportato dal quotidiano online L’identità.
Proprio per questo, ha insistito sulla necessità di coltivare ambizioni, anche quando sembrano irrealizzabili: "Bisogna avere delle ambizioni. Se non avete ambizioni siete morti. Tirate fuori le vostre ambizioni anche se incongrue".
"Mettete un po’ di poeti nelle vostre scuole", ha aggiunto, sottolineando quanto la cultura, l’immaginazione e la creatività siano strumenti fondamentali anche per affrontare la complessità del presente.
Cos’è la bellezza secondo Paolo Crepet
Il discorso di Crepet è poi scivolato su un tema a lui molto caro: la bellezza. "La bellezza è ciò che facciamo", ha spiegato, contrapponendo l’atto creativo umano a ciò che realizzano le macchine: "A me sembra molto banale quello che fa un robot".
Da qui la sua polemica su quello che ha più volte definito "erotismo della delega", ovvero la tendenza a far fare a altri, e sempre più spesso alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, quello che potremmo fare noi solo per comodità. "Pensiamo che ciò che è comodo sia anche intelligente, invece è stupido", ha detto aggiungendo: "Chi vuole male all’umanità ha inventato la comfort zone".
Secondo lui, infatti, la bellezza nasce dal rischio, dalla fatica, dalla capacità di mettersi in gioco. E ha fatto l’esempio di David Bowie che, intervistato da un giornalista che gli chiese come avesse fatto a passare da un sobborgo di Londra a riempire gli stadi di tutto il mondo, rispose: "Non ho mai suonato per la gente". Per Crepet, questa frase dimostra "un coraggio immenso", il coraggio di essere se stessi e di osare anche quando tutto sembra remare contro.
Perché il mondo dei ragazzi è cambiato per Crepet
Intervistato da Tv7 News in occasione del Festival Filosofico del Sannio, Crepet ha affermato: "Parliamo di quello che accade, di quello che sta accadendo. Non sono buone notizie, mi pare, ultimamente. Ci sono tante cose, cioè le tecnologie, il mondo di questi ragazzi che è cambiato, il mondo che abbiamo voluto cambiare noi, le guerre. Io non sono uno che cerca di omettere, quindi parlo delle cose che vedo e quelle cose che mi preoccupano".
Infine, durante la sua lectio magistralis al Teatro San Marco di Benevento, ha lanciato un appello ai ragazzi di oggi: "Dite di no alla violenza, ai bulli, a tutta questa gente mediocre e impotente che si gonfia il petto".