Paolo Crepet avverte: "Così avremo dei figli idioti a 25 anni"
Lo psichiatra Crepet torna a provocare i genitori di oggi parlando del gioco Shangai e della colla Coccolina: "Così avremo dei figli idioti a 25 anni"
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C’è un gioco che è sempre meno diffuso, soprattutto tra i bambini: lo Shangai. Bastoncini colorati da lasciare cadere sul tavolo e poi raccogliere uno alla volta, con attenzione e precisione, senza muovere gli altri. Un passatempo semplice, ma che per Paolo Crepet diventa il simbolo di un’infanzia in cui era normale creare, sperimentare e sbagliare. Come con la Coccolina, la colla bianca in pasta da usare con un piccolo pennello, con cui si facevano lavoretti e collage, insieme a colori, cartoncini e forbici. Oggi, invece, secondo Crepet la crescente protezione dei genitori rischia di privare i bambini di queste piccole ma importanti esperienze. Il noto psichiatra torna così a provocare mamme e papà con il suo consueto tono ironico e sarcastico: "Così avremo dei figli idioti a 25 anni".
Nuovo attacco di Crepet ai genitori e la profezia sui figli
"Quanto tempo è che non giocate a Shangai con i vostri figli? È un bel po’, vero?". Inizia così la riflessione di Paolo Crepet durante uno spettacolo, ripreso in un reel Instagram. Lo psichiatra osserva quanto nelle città ci siano sempre meno cartolerie. "Però io qualche cartoleria la terrei, per via dei colori, per via della Coccolina", ha affermato.
Crepet ha raccontato, scherzosamente, che quando era bambino quella con la Coccolina è stata per lui un’esperienza "psichedelica". "Io l’ho sniffata parecchie volte. È per quello che non mi sono mai fatto di cocaina, perché avevo già gli antigeni. Da bambino giravo col pennellino e sentivo così", ha detto, facendo il gesto dell’annusare e ricordando che "sapeva di mandorle".
"Mi dispiace che voi non abbiate fatto questa esperienza psichedelica. E infatti vi vedo male per quello", ha continuato, suscitando le risate e gli applausi del pubblico.
Ha poi ricordato che con la Coccolina si potevano realizzare degli "incredibili collage" utilizzando cartoncini colorati e forbici. Arriva così la provocazione rivolta ai genitori: "E lì si alza la prima mamma, il primo papà: ‘Lei è un delinquente, lei vuole che i bambini usino le forbici e si taglino tutte le dita‘".
La stessa logica, secondo Crepet, viene applicata allo Shangai: "Una signora mi ha detto: ‘Ma lei si rende conto? Sono bastoncini appuntiti, perbacco‘", ha raccontato, mimando il gesto di un bambino che si mette i bastoncini negli occhi. "Certo, si cavano gli occhi", ha commentato ironicamente.
Da qui la provocazione dello psichiatra contro l’eccesso di protezione dei genitori di oggi: "Finalmente siamo diventati intelligenti, bravi, siete salvifici. Mi complimento con voi: togliete gli Shangai, togliete la colla, togliete i colori. Togliete tutto. Dai, forza, che ormai ci siamo. Come possiamo garantire di avere dei 25enni idioti? Così".
Così si rischia di crescere figli "idioti" per Paolo Crepet
Anche in un’intervista a Libreriamo dell’ottobre del 2024, Crepet aveva puntato il dito contro gli atteggiamenti iperprotettivi dei genitori di oggi, che ha più volte definito i "peggiori della storia".
In quell’occasione, lo psichiatra aveva spiegato che, senza lo spazio necessario per fare esperienze e affrontare qualche difficoltà, bambini e ragazzi non possono diventare adulti consapevoli e autonomi. "Dire oggi consapevoli e autonomi è una bestemmia. I genitori fanno esattamente l’opposto", aveva osservato.
Aveva poi rincarato la dose: "Ora i genitori fanno cose da deficienti totali, addirittura girano lo zucchero dentro al caffellatte ai figli, fanno cose che erano inimmaginabili fino a 40 anni fa. Hanno l’idea di dover proteggere i figli da tutto e così quando avranno 30 anni saranno dei perfetti idioti, persone che non sanno fare niente, neanche pensare".
Infine, Crepet aveva lanciato un messaggio alle mamme e ai papà: "I genitori devono insegnare ai figli a volare, non a rimanere in camera da letto. Devono avere il coraggio di credere in loro, nelle loro possibilità, dare loro la possibilità di capire i loro limiti e come superarli".
Con genitori "paracadute", sempre pronti a intervenire alla minima difficoltà, i figli "non cadranno mai, non cresceranno mai e avranno una vita terribile", aveva concluso.