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Esame della patente di guida a 17 anni iStock

Patente a 17 anni in Italia, c'è la svolta: la novità

L'abbassamento dell'età minima per conseguire la patente di guida e ottenerla a 17 anni non avverrà dall'oggi al domani: ecco cosa c'è da sapere

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

In Italia si potrà conseguire la patente di guida già a 17 anni? C’è una norma che potrebbe anticipare l’esame per tutti coloro che vogliono iniziare a guidare l’auto, a patto di rispettare alcuni precisi requisiti e limiti imposti per legge. Il dibattito sull’abbassamento dell’età utile per prendere la patente non accenna a placarsi. Ma cosa dice esattamente la nuova norma europea che il Governo italiano dovrà recepire?

La norma per abbassare l’età della patente a 17 anni

Il Codice della Strada potrebbe cambiare per permettere di prendere la patente in Italia a 17 anni, senza aspettare la maggiore età. La misura deriva dalla Direttiva UE 2025/2205 introdotta in tutti gli Stati membri, che anche il nostro Paese dovrà recepire nel proprio diritto nazionale.

La nuova norma fa parte di un blocco di novità sul Codice della Strada che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già inviato ad enti, operatori e associazioni per una consultazione. Per Bruxelles questa misura è utile per migliorare la sicurezza stradale nella fase più critica per i neo patentati: l’obiettivo è quello di far fare esperienza in strada ai giovani con la supervisione di un guidatore esperto.

Tra l’altro, in Italia esiste già la guida accompagnata (che non è il foglio rosa) ed è riservata ai 17enni che sono in possesso della patente A1, per guidare le moto, o B1, per guidare i quadricicli, ma solo dopo aver seguito un corso pratico in autoscuola con 10 ore di pratica (con costi compresi tra i 400 e i 900 euro). Il conducente minorenne può guidare solo in presenza di un accompagnatore abilitato: se ne possono indicare fino a un massimo di tre e devono avere la patente B o superiore da almeno 10 anni. Inoltre, l’auto non deve superare i 105 kW di potenza e i 75 kW/t nel rapporto potenza/tara. Al compimento dei 18 anni si può richiedere il foglio rosa e il normale conseguimento della patente B.

La norma prevista dall’UE, invece, introduce una vera e propria patente B conseguibile già a 17 anni.

Quando potrebbe entrare in vigore la norma

Per quanto riguarda l’abbassamento dell’età legale per conseguire la patente di guida, bisogna considerare che questa novità non sarà effettiva dall’oggi al domani: le tempistiche sono più lunghe. Questa novità è al vaglio dell’esecutivo, che dovrà recepire la Direttiva Europea 2025/2205, approvata il 21 ottobre 2025. Le nuove norme entrano in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da quel giorno gli Stati membri dispongono di tre anni di tempo per inserirle nel diritto nazionale e un altro anno per attuarle.

Le disposizioni sull’età minima per conseguire la patente di guida, dunque, non saranno operative già nel 2027, come qualcuno ipotizza. Si dovrà attendere almeno fino alla fine del 2028. Per quello che concerne in particolare la situazione italiana, questa novità è stata scritta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e trasmessa formalmente a più di cento tra associazioni, enti e operatori del settore, per una consultazione aperta e pubblica.

C’è tempo fino al 13 settembre 2026 per presentare le osservazioni e fino a cinque proposte di modifica. Entro il 14 ottobre successivo, il Governo dovrà delineare la bozza finale, prima dell’iter parlamentare e dell’eventuale approvazione definitiva.

I limiti previsti per chi prenderà la patente a 17 anni

Con il recepimento della direttiva dell’UE, la novità è l’introduzione di una vera e propria patente B a 17 anni, riconosciuta in tutta l’Unione Europea. Il 17enne deve sempre essere affiancato da un tutor adulto fino al compimento della maggiore età. L’accompagnatore deve avere determinati requisiti: deve essere titolare di una patente da più di cinque anni della categoria richiesta (quindi deve avere almeno 24 anni) e non deve aver avuto interdizioni alla guida negli ultimi cinque anni.

L’introduzione di una vera e propria patente B a 17 anni potrebbe abbassare a 16 anni l’età minima per la guida accompagnata attualmente in vigore nel nostro Codice della Strada. Questo, però, è uno dei punti in discussione nella bozza ministeriale.

Il dibattito concerne anche la possibilità di rilasciare a 17 anni le patenti C1, C1E o C nell’ambito della guida accompagnata, rispettando requisiti professionali. L’obiettivo per l’UE è quello di rendere accessibile la professione di autista, vista la carenza di operatori nel settore.

Le parole di Giuseppe Valditara sull’importanza dell’educazione stradale

A giugno 2026, il ministro Matteo Salvini ha incontrato al MIT il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per parlare nuovamente di sicurezza stradale e sensibilizzare sul tema. A luglio, come riferito dal sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono stati "stanziati 15 milioni di euro per il finanziamento di progettualità in materia di educazione stradale nelle scuole". La campagna di sensibilizzazione partirà nelle scuole superiori "e grazie ad una modifica del Codice della strada partiranno corsi extracurricolari di educazione stradale organizzati dalle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, statali e paritarie, che premieranno i partecipanti, all’atto del rilascio della patente, del credito di due punti".

Già ad aprile 2026 il ministro Giuseppe Valditara aveva spiegato l’importanza di progetti di questo tipo: "L’educazione stradale è, prima di tutto, educazione al rispetto. Rispetto delle regole, ma anche dell’altro, della vita e della sicurezza di ciascuno. Per questo abbiamo rafforzato il suo ruolo – ha sottolineato Valditara – nelle nuove Linee guida per l’educazione civica, rendendola un vero obiettivo di apprendimento. Non più solo lezioni dalla cattedra, ma percorsi partecipati in cui gli studenti siano protagonisti attivi".