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Pensioni per giovani: come funziona il nuovo fondo di previdenza ANSA

Pensioni per giovani: come funziona il nuovo fondo di previdenza

Dal 1° gennaio 2026 potrebbe partire il Fondo di previdenza giovani, i genitori potranno decidere se aprire la posizione nei primi tre mesi del figlio

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

A gennaio 2026 potrebbe avere il via un nuovo strumento diretto a creare una forma di previdenza complementare per i figli. L’iniziativa è contenuta in un emendamento al disegno di legge di Bilancio presentato da Fratelli d’Italia, cui si affianca una seconda proposta di Azione che presuppone un incentivo all’iscrizione ai fondi.

Il nuovo fondo di previdenza per i giovani

Lo strumento si chiamerà Fondo di previdenza per i giovani, sarò gestito dall’Inps, e potrebbe partire dal primo gennaio 2026. Come riporta Il Corriere della Sera, l’obiettivo è spingere quanti più cittadini a iscrivere i propri figli e nipoti a una forma di previdenza complementare.

I genitori potranno decidere di aprire una posizione di “previdenza integrativa” prima dei 18 anni, anzi sin dai primi tre mesi di vita del nascituro, e di mettere quanti più ragazzi e ragazze nella condizione di poter godere di un “tesoretto” una volta raggiunta la maggiore età.

In questo modo, il fondo potrà fornire una rendita aggiuntiva alla pensione oppure garantire un aiuto sostanziale per completare gli studi superiori.

Come attivare la posizione

Per attivare la posizione, il genitore o il nonno o un altro parente dovrà versare 100 euro. L’Inps concorrerà a sua volta con 50 euro (che dovrebbero essere annuali).

Una volta compiuti diciotto anni i ragazzi e le ragazze potranno riscattare quanto accumulato nel corso degli anni. La rendita potrebbe servire per pagare le tasse universitarie, un corso di formazione o specializzazione o, per chi ha una propensione imprenditoriale, anche per lanciarsi nel lavoro autonomo e aprire una sua propria attività.

Il decreto ministeriale e la proposta di Azione

Come segnala Il Messaggero, tutti i dettagli sulla frequenza dei versamenti, le modalità e i requisiti per il riscatto saranno contenuti in un decreto del ministero del Lavoro, di concerto con l’Economia e sentiti sia l’Inps sia la Covip, l’autorità di vigilanza su casa previdenziali e fondi pensione.

I firmatari dell’emendamento hanno ipotizzato una spesa di circa 18 milioni l’anno. La previsione è basata sui circa 369mila nati nel 2024.

Da Azione arriva un’altra proposta. Il senatore Marco Lombardo ipotizza che lo Stato debba erogare un contributo per l’iscrizione dei neonati alla forma di previdenza complementare che potrebbe essere pari a 300 euro il primo anno e a 200 euro nei successivi.

Il contributo spetterebbe fino ai cinque anni del bambino o della bambina. Secondo Azione, invece, i genitori dovrebbero versare 100 euro. Per lo Stato questo meccanismo ha un costo di 500 milioni il prossimo anno e 250 milioni l’anno quando andrà a regime.

La discussione passa ora al Parlamento, con l’obiettivo di rafforzare un sistema che oggi conta circa 10 milioni di iscritti alla previdenza complementare, un numero ancora troppo basso per garantire stabilità al futuro delle nuove generazioni.

Intanto, quest’anno, l’Inps ha anche lanciato il nuovo Portale Giovani, una piattaforma digitale che raccoglie oltre cinquanta servizi per ragazzi e ragazze fra i 16 e i 34 anni. L’obiettivo è assistere i maturandi e neolaureati nell’ingresso al mondo del lavoro e nella costruzione della loro carriera e del loro futuro previdenziale. Sul portale si trovano tantissime informazioni per esempio sul riscatto della laurea o su quali sono gli incentivi per l’imprenditoria.