Per Maggi per guidare l'IA servono i "supermatematici": chi sono
"Servono i 'supermatematici' per guidare e valutare l’IA": la riflessione di prof Andrea Maggi sul nuovo liceo matematico, che debutterà a settembre
"Servono i ‘supermatematici’ per guidare e valutare l’IA". A sostenerlo è il professor Andrea Maggi, insegnante e volto noto della tv, che richiama l’attenzione sul ruolo decisivo dell’intelligenza umana, l’unico "strumento" in grado di orientare, controllare e interpretare davvero l’intelligenza artificiale.
Maggi spiega perché servono competenze per guidare l’IA
Andrea Maggi, prof conosciuto anche per essere uno dei protagonisti de Il Collegio, ha dedicato una lunga riflessione all’intelligenza artificiale in un articolo pubblicato sul Gazzettino. Il docente è partito dalla sperimentazione del liceo matematico, che sarà avviata in un centinaio di scuole superiori italiane dal prossimo anno scolastico.
Con questo nuovo indirizzo di studio, il ministero dell’Istruzione e del Merito punta a ridefinire il ruolo della matematica nella formazione liceale, valorizzandone la dimensione interdisciplinare e rafforzando le capacità critiche e argomentative degli studenti.
L’annuncio del nuovo liceo è arrivato nella stessa settimana in cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha detto di aver risolto un problema di fisica statistica decennale con l’aiuto di Claude. Il fisico ha puntualizzato che l’IA, da sola, non sarebbe mai riuscita a raggiungere quel risultato. È stato necessario istruirla per giorni affinché potesse formulare la dimostrazione di un problema i cui calcoli tornavano, ma il cui "perché" sfuggiva ancora agli scienziati.
"L’IA ha fatto quello che l’uomo sarebbe stato in grado di fare in molto più tempo e con il grosso rischio di sbagliare, a causa della lunghezza dei procedimenti – ha sottolineato Andrea Maggi -. Un po’ come quando a scuola, per risolvere delle equazioni lunghissime senza la calcolatrice, dovevamo evitare di distrarci per non saltare qualche passaggio e per eseguire tutti i calcoli correttamente".
Da qui la sua domanda: "Inutile, dunque, dedicarsi alla matematica quando la tecnologia può eseguire i calcoli alla velocità della luce? Tutt’altro", ha risposto. Il rischio, ha sottolineato, è proprio "quello di accantonare progressivamente le nostre facoltà per delegarle alla macchina".
Senza le competenze di Parisi, Claude non avrebbe mai risolto il problema. Come ha scritto prof Maggi, l’esperimento del premio Nobel "ci ribadisce che le soluzioni sono a portata di mano se a condurre l’indagine conoscitiva rimane la mente umana, con il pieno controllo della conoscenza e con la totale consapevolezza di tutte le operazioni necessarie".
Perché il nuovo liceo matematico è un "esperimento interessante" per Maggi
"Potrà anche essere più lenta della macchina, ma la mente umana deve mantenersi allenata a saper fare tutto", ha proseguito Maggi, evocando l’immagine del "vecchio saggio del villaggio" che, pur non lavorando più, sapeva indicare il momento giusto per la semina. Allo stesso modo, noi dobbiamo mantenere la capacità di comprendere e guidare i processi dell’IA e della tecnologia in generale, "pur essendo più lenti e pur rischiando di sbagliare".
Perché, ha spiegato Maggi, "delegando completamente le nostre facoltà alla macchina, rischiamo di tramutarci in un vecchio che, oltre a non essere in grado di lavorare, non sa più nemmeno fornire buoni consigli".
In questo senso, il nuovo liceo matematico "può risultare un esperimento interessante", perché potrebbe servire a "creare nelle studentesse e negli studenti la giusta consapevolezza del primato della mente umana", ha concluso Andrea Maggi.