"Per nostro figlio studiare è inutile": cosa fare secondo Novara
Il pedagogista, sui social, ha spiegato cosa dovrebbero fare i genitori se il loro figlio mostra disinteresse per lo studio scolastico
Spesso i genitori si sentono dire dai loro figli che studiare è inutile o che determinate materie non servono a nulla. Questo disinteresse dello studente o della studentessa rischia poi di rivelarsi nella pagella con delle insufficienze. Prendendo spunto da una domanda di una madre o di un padre, il pedagogista Daniele Novara ha spiegato cosa devono fare i genitori per educare i figli allo studio.
Cosa fare se il figlio non vuole studiare
Un genitore ha spiegato a Daniele Novara che il figlio, studente delle medie, "rischia alcune insufficienze, ma sembra non preoccupasene" e quando gli si fa notare il problema risponde che "la scuola non gli interessa e che studiare è inutile".
La domanda al pedagogista è quindi: "Come si fa a riaccendere un minimo di responsabilità in un adolescente così demotivato?".
Novara ha replicato, in un post sui social, che non userebbe "proprio il termine riaccensione" poiché "un figlio non è come un’automobile o un motorino". "Oltretutto – ha sottolineato – il concetto di senso di responsabilità è estremamente diverso per un adulto che giudica il figlio rispetto a quello che il figlio ha di se stesso".
Il consiglio del pedagogista è quello di "restare sul versante organizzativo, non su quello motivazionale e psicologico. La famiglia non è una comunità psicoterapeutica, ma, per quanto riguarda i figli, una comunità di gestione educativa della loro crescita".
"Se ci sono materie in bilico – ha continuato – è meglio tentare di ottenere aiuti esterni alla famiglia. A volte possono andare bene anche i nonni con una buona preparazione scolastica, oppure una zia. Meglio ancora insegnanti in pensione o studenti che danno ripetizioni".
Novara sui genitori e l’assistenza scolastica
Secondo il pedagogista, madri e padri sarebbero i meno indicati per dare assistenza scolastica a ragazzi e ragazze.
Già in un altro post, Novara aveva spiegato che i genitori che aiutano i figli nello studio "tendono inevitabilmente a innervosirsi" perché li vedono ancora "come bambini appena usciti dal guscio", nonostante ormai siano degli adolescenti.
Per poter dar una mano a un figlio in difficoltà con lo studio, è molto meglio ricorrere a figure esterne magari ricorrendo a lezioni private con altri insegnanti.
Chi è l’insegnante per Novara
Sui risultati nello studio, gioca un ruolo anche lo stesso insegnante che dovrebbe essere capace di stimolare la curiosità dei ragazzi in modo che loro stessi siano portati a fare domande e a voler approfondire la materia.
Secondo Daniele Novara, infatti, un buon docente non è colui che fa "lo spiegone" ma quello che crea "una situazione di stimolo, che genera una domanda, una problematizzazione e quindi un lavoro di ricerca e di apprendimento".
L’insegnante, per il pedagogista, dovrebbe essere "un tecnico dell’apprendimento" e dovrebbe "saper didatticamente organizzare l’apprendimento dei suoi alunni" perché "questo è ciò che conta davvero", promuovendo il loro interesse per l’argomento da studiare.