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Scuola italiana: aula iStock

Per Prof Coluzzi c'è un verbo che sta "rovinando" la scuola

Il professor Daniele Coluzzi in un post su Instagram ha riflettuto su un verbo che starebbe rovinando la scuola italiana e anche la crescita degli stu

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Daniele Coluzzi ha riflettuto sui suoi social sul mondo scolastico, sottolineando che ci sarebbe un verbo che sta "rovinando" la scuola. Con una serie di immagini proposte in una slide su Instagram, il docente ha spiegato non solo qual è, secondo lui, il verbo che sta mettendo in crisi il sistema scolastico, ma anche perché secondo lui potrebbe essere un approccio deleterio per la crescita di ragazzi e ragazze.

Prof Coluzzi svela quale verbo sta "rovinando la scuola"

Il professor Coluzzi ha scritto su Instagram un post per tornare "ancora sui dati OCSE, perché meritano una riflessione più ampia". Il riferimento è all’ultimo rapporto sui livelli di apprendimento di studenti e studentesse nei Paesi appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’insegnante nella didascalia che accompagna una serie di grafiche si è posto delle domande: "Dove stiamo andando? Come fare a migliorare?".

Daniele Coluzzi ha spiegato che secondo lui "c’è un verbo che sta rovinando la scuola". Questo verbo è "riassumere" e il docente ha riportato anche qual è il significato che il dizionario Treccani dà a questa parola: "di discorsi e scritti, condensarne il contenuto in un minore numero di parole, limitandosi a esporne i punti essenziali".

Cosa ne pensa prof Coluzzi dei riassunti

Prof Coluzzi ha spiegato che "il riassunto di per sé non è il problema". Non fa riferimento all'"abilità di riassumere un testo scritto, di per sé fondamentale", ma ad "una richiesta implicita che arriva sempre più spesso a noi docenti". Qual è questa richiesta? "Limitarsi all’essenziale, ridurre il peso, non essere troppo puntigliosi, non scendere troppo nel dettaglio".

Il problema, per il docente che insegna al liceo, è che se si procede in questo modo gli studenti "odieranno la scuola e non otterranno il successo formativo che meritano". Coluzzi si è poi domandato "quando abbiamo deciso che la complessità è un nemico? Quando abbiamo deciso che semplificare avrebbe migliorato il nostro apprendimento?".

Tra le schede compaiono poi i dati dell’ultimo rapporto OCSE che ha illustrato come a livello internazionale le competenze degli studenti in lettura, matematica e scienze continuano a calare: le prestazioni dei quindicenni dal 2012 in poi, secondo quanto rivelato dai test PISA, hanno subito un marcato calo dei punteggi nelle materie prese come riferimento. Il dato è ancora più allarmante per quello che riguarda la lettura.

"Apprendiamo qualcosa solo se la svisceriamo, se ci entriamo dentro con tutti noi stessi, se la osserviamo al microscopio, se ci mettiamo alla prova", ha scritto prof Coluzzi, aggiungendo che "apprendere è anche faticoso, noioso, pesante, spesso si fallisce", ma è fondamentale tornare ad accettarlo.

Qual è l’augurio di Coluzzi per l’inizio della scuola

A chiusura del suo intervento sui social, dove parla di scuola, letteratura, storia e attualità, Daniele Coluzzi ha voluto fare un augurio in occasione dell’avvio delle lezioni: "Buon inizio scuola a tutti i colleghi come me", ha scritto il docente che insegna lettere in un liceo linguistico.

Cosa si auspica il professore per questo nuovo anno scolastico? "Che sia un anno di educazione alla complessità". Perché, come ricordato proprio nella didascalia che accompagna il post, "forse dovremmo ripartire da un’educazione alla complessità".