Perché Cambridge è nella bufera per la morte del prof Jason Arday
L'Università di Cambridge è finita nella bufera dopo la morte del prof Jason Arday, che si era dimesso dopo l'accusa di plagio: cosa è successo
Jason Arday, ex professore della prestigiosa Università di Cambridge, è morto a 41 anni. Il suo corpo è stato trovato nella casa di Londra il 14 agosto, una settimana dopo le dimissioni dal ruolo di docente di Sociologia dell’educazione, presentate in seguito alle accuse di plagio. Le circostanze del decesso non sono ritenute sospette: l’ipotesi prevalente è quella del suicidio. La vicenda ha travolto l’University of Cambridge, finita al centro di una bufera mediatica.
L’attacco all’Università di Cambridge dopo la morte di Arday
"La morte di Jason Arday è tragica e mi rende così arrabbiato". Con queste parole James Cleverley, deputato conservatore ed ex ministro degli Esteri, ha commentato sui social il caso del professore, trovato morto dopo le accuse di plagio e le conseguenti dimissioni.
"Anche l’osservatore più distratto poteva vedere che era un visionario vulnerabile", ha proseguito, accusando Cambridge di averlo "messo in posizioni per cui chiaramente non era qualificato, così da poter esibire un giovane prodigio nero". Secondo il deputato, "lo hanno spinto sotto i riflettori per il loro tornaconto personale".
La vicenda ha scosso profondamente l’opinione pubblica britannica, alimentando un’ondata di polemiche. Da destra sono piovute critiche contro Cambridge, accusata di non aver effettuato le necessarie verifiche sul curriculum di Arday pur di nominare il più giovane professore nero della storia dell’ateneo. Nel mirino, la cultura woke, il politicamente corretto e le politiche di inclusione considerate "a scapito" del merito.
Dall’altra parte, soprattutto nel mondo progressista, si punta il dito contro la stampa, in particolare i tabloid ultraconservatori, accusati di aver alimentato una campagna denigratoria nei confronti di Arday, anche utilizzando toni ritenuti razzisti.
Il primo ministro laburista Andy Burnham ha definito la morte dell’ex docente "una tragedia sotto molti punti di vista" e ha invitato alla cautela: "Non è il momento di affrettarsi a giudicare. È un momento di riflessione, direi, di riflessione su come si è arrivati a questo punto".
Sadiq Khan, sindaco di Londra, sui social ha scritto: "Sono devastato per la famiglia e gli amici di Jason Arday. Ha dovuto affrontare un inaccettabile accanimento pubblico e una campagna di abusi. È stato vittima di una grave gogna mediatica che altre persone accusate come lui non hanno dovuto affrontare".
La deputata laburista Bell Ribeiro-Addy ha parlato di "caccia alle streghe per isolarlo e condannarlo a priori, che non sarebbe stata condotta contro un bianco".
Le accuse di plagio contro il prof Jason Arday
Nel 2022 Jason Arday era stato celebrato come il più giovane professore nero a ottenere una cattedra a Cambridge. Autistico, l’ex professore aveva raccontato di aver imparato a leggere e a scrivere a 18 anni, e, tra le altre cose, di aver corso 600 miglia in sei giorni. Dichiarazioni che avevano già sollevato dubbi e alimentato le prime accuse di razzismo nei suoi confronti.
La situazione è precipitata con le accuse di plagio: 180 passaggi della sua tesi di dottorato sarebbero risultati identici a lavori di altri ricercatori. Cambridge ha quindi avviato un’indagine, anche alla luce delle critiche ricevute sulle procedure di reclutamento del corpo docente. Arday si è dimesso poco dopo.
Il 12 agosto, due giorni prima del ritrovamento del corpo del professore, in un comunicato diffuso dall’ateneo britannico la vice rettrice Deborah Prentice aveva dichiarato: "Comprendo appieno le preoccupazioni espresse all’interno e all’esterno dell’Università in merito alla nomina di Jason Arday e le condivido. So che c’è rabbia e ansia intorno a questo caso delicato e dannoso. I più alti standard di eccellenza accademica sono un principio fondamentale a Cambridge da molti secoli, e ciò si riflette nell’eccezionale ricerca e nell’insegnamento che vediamo qui ogni giorno. Ci impegniamo a mantenere questi standard".
La vice rettrice aveva assicurato che i risultati dell’indagine "saranno poi utilizzati per rivedere la procedura di nomina ai ruoli accademici di alto livello". E aveva aggiunto: "Desidero chiarire che non abbiamo bisogno degli esiti di un’indagine per affermare in modo inequivocabile che il nostro personale di colore è molto apprezzato per la sua competenza, i suoi successi e il contributo che apporta all’istituzione e alla più ampia comunità accademica. Questo caso specifico rappresenta un’eccezione e non dovrebbe essere utilizzato per gettare discredito sul loro lavoro o sulla legittimità del loro ruolo a Cambridge".