Perché dire "non ho capito" a scuola è importante (per Schettini)
Schettini in un video sui social si è chiesto perché studenti e studentesse sono così timorosi nel dire "non ho capito" dopo una spiegazione dei prof
In un video pubblicato su Facebook il professor Vincenzo Schettini ha invitato tutti gli studenti e le studentesse a chiedere sempre spiegazioni ulteriori ai prof quando non hanno capito un concetto appena spiegato. Non bisogna vergognarsi, non bisogna avere paura, perché è assolutamente naturale se questo accade. Dall’altro lato, gli insegnanti non devono pensare di non saper spiegare o che la classe non ascolti se viene posta questa domanda. Ecco, allora, perché secondo prof Schettini dire "non ho capito" a scuola è molto importante.
L’importanza per Schettini di dire "non ho capito" a scuola
"Ma quanto è importante quel ‘non ho capito’?", questa la semplice ma fondamentale domanda che il professor Vincenzo Schettini, che insegna fisica alla scuola secondaria di secondo grado, si è posto nella didascalia che accompagna un video che ha pubblicato sui suoi social. Nella clip la webstar ha invitato studenti e studentesse a non aver timore di dire di non aver capito la spiegazione appena fatta di un concetto in classe. Anzi, è fondamentale dare questo feedback ai propri insegnanti.
"Non vi vergognate mai di dire ‘Non ho capito, professoressa, professore, non ho capito". Secondo il docente di fisica, diventato popolare sui social network con il suo canale di divulgazione scientifica, "il ‘non ho capito’ è fondamentale ed è giusto, è naturale. Io lo chiedo sempre ai ragazzi: ‘Avete capito'". Loro rispondono sì: "Non è vero, li guardo negli occhi e dico: ‘Tu hai capito veramente? Tu hai capito? Dite la verità".
Perché non bisogna aver paura di dire "non ho capito"
Nella sua riflessione sui social Vincenzo Schettini, che in precedenza aveva ricordato con commozione una sua prof, ha spiegato che non è semplice per gli studenti e per le studentesse porre questa semplice domanda agli insegnanti, "perché intanto c’è un po’ questa specie di barriera dei ragazzi stessi a chiedere".
Il docente che insegna fisica alle scuole superiori, però, ci ha tenuto a tranquillizzare i ragazzi e le ragazze: "Non dovete avere paura, nessuno mangia nessuno". Poi ha sottolineato che da parte dei professori e delle professoresse "è importante la disponibilità: perché non si dovrebbe rispiegare una seconda, una terza volta un concetto?", si è domandato il prof, aggiungendo poi: "L’insegnante non ha barriere di ripetere più volte una cosa".
Secondo il prof, nel momento in cui la classe pone quella domanda, l’insegnante può comprendere che "quella è una sfida per arrivare a quel concetto da un altro punto di vista, provare a trovare un altro tipo di approccio. D’altronde l’insegnamento è la prova del 9: cioè se i ragazzi dicono davanti a te ‘non ho capito’ non è perché tu non sai spiegare, è perché quel concetto va espresso in un’altra maniera, con altri esempi, aggredendo da un altro punto di vista il concetto stesso".
Secondo il divulgatore scientifico (che ha dato ottimi consigli anche per quello che riguarda il mood giusto da avere per affrontare al meglio il secondo quadrimestre) questo scambio di feedback tra classe e insegnante è "stimolante, questa cosa è bellissima".