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Il presentatore italiano Gerry Scotti Ansa

Perché Gerry Scotti ha rivoluzionato l'università in Italia

Gerry Scotti è un presentatore italiano che grazie a un suo famoso quiz ha rivoluzionato anche l'università: ecco qual è questo programma televisivo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Gerry Scotti è uno dei presentatori italiani più amati e più di successo: i suoi programmi televisivi sono tra quelli più seguiti nella programmazione del piccolo schermo. Proprio le sue trasmissioni hanno compiuto una piccola grande rivoluzione per quello che riguarda l’università. Ecco cosa ha raccontato il conduttore, quali studi ha fatto e quali, invece, avrebbe voluto fare se avesse seguito le sue passioni da giovane.

Il programma di Gerry Scotti che ha cambiato l’università

In un’intervista al Corriere della Sera, Gerry Scotti ha parlato della sua lunghissima carriera: ha lavorato sempre con Mediaset, al timone di programmi televisivi che hanno fatto la storia. Come “Chi vuol essere milionario“, che ha debuttato sulla tv italiana nel 2000 (all’epoca si chiamava “Chi vuol essere miliardario”).

Il presentatore ha definito quella trasmissione come una “rivoluzione. Il muro di Berlino del quiz televisivo. Era esplosivo, erano i Beatles, i Rolling Stones. Non a caso solo da un programma così poteva essere tratto un film che poi ha vinto l’Oscar”.

Durante la chiacchierata con il quotidiano, Gerry Scotti ha sottolineato che “il programma non ha fatto soltanto la storia dei quiz televisivi”. Ha anche cambiato per sempre “il modo di fare quiz degli esami all’università“, ad esempio, ma anche quelli dedicati ad altro, come “la patente dell’auto, la patente nautica, i concorsi pubblici sembrano tutti fatti come ‘Chi vuol essere milionario'”.

Che università avrebbe voluto fare Gerry Scotti

Durante l’intervista, Gerry Scotti ha ammesso di aver imparato molto dalla sua esperienza radiofonica (“mi ha dato proprietà di linguaggio, l’immediatezza, la velocità di cambiare argomenti”): ha confessato che “è stata una delle scuole più importanti della mia vita“. E a proposito di istruzione, lui avrebbe tanto voluto iscriversi ad Architettura, ma le cose sono andate diversamente.

“Quando dovevo iscrivermi è stato mio padre che mi ha accompagnato con la macchina fino davanti al Politecnico. C’era il massimo del subbuglio. Gente stravaccata in terra, ragazzi che suonavano le chitarre e fumavano spinelli. Striscioni sopra i muri”. Il padre di Gerry Scotti lo ha “guardato, la faccia stanca dopo dodici ore di rotative passate in tipografia al Corriere della Sera. Ha detto soltanto: ‘Non puoi farmi questo’”. E così ha cambiato facoltà, iscrivendosi a Giurisprudenza.

Non si è mai laureato, però. “Mi è rimasto un grande cruccio. Mi mancavano due esami soltanto”. In seguito ha provato a riprendere gli studi, andando dal rettore dell’Università di Pavia: “Lui aveva saputo quanto mi sarebbe piaciuto laurearmi. Mi ha detto di mandargli il mio libretto degli esami, voleva aiutarmi. Peccato che dei ventuno esami che avevo fatto me ne avrebbero riconosciuti sette appena. Così tanto è cambiato nel frattempo il mondo delle leggi”.

Che scuola ha fatto Gerry Scotti

Gerry Scotti, pseudonimo di Virginio Scotti, è nato a Camporinaldo, in provincia di Pavia, il 7 agosto 1956. Il volto storico di Mediaset, che ha riportato alla ribalta insieme a Samira Lui il quiz per eccellenza della tv italiana, “La ruota della fortuna” di Mike Bongiorno, viene chiamato Gerry dal soprannome che i compagni di scuola gli avevano dato per prenderlo in giro.

Gerry Scotti è cresciuto a Milano, dove ha frequentato il liceo classico. Come raccontato nell’intervista, si è iscritto a Giurisprudenza, abbandonando però gli studi universitari a pochi esami dalla laurea, per dedicarsi alla carriera radiofonica e televisiva, anche se i genitori volevano che diventasse un avvocato.

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