Perché i voti negativi servono: aneddoto personale di Prof Maggi
Il professor Maggi ha confessato che i voti negativi servono gli studenti e per spiegarlo ha riportato un aneddoto personale di quando era studente
Il professor Andrea Maggi è seguitissimo sui social. È diventato popolare per la sua partecipazione a “Il Collegio”, fortunata trasmissione televisiva trasmessa dalla Rai. Spesso ha parlato della scuola e del ruolo degli insegnanti: in occasione di un’intervista, al termine della nona edizione del docu-reality, Andrea Maggi ha spiegato perché i voti negativi servono. Ha anche svelato un piccolo aneddoto personale che può servire a comprendere meglio il suo punto di vista.
Cosa pensa prof Maggi dei voti negativi
Il professor Andrea Maggi è stato intervistato dalla rivista Gente, che ha ripercorso un po’ la sua storia di docente, sia nelle scuole italiane sia sul piccolo schermo, grazie all’esperienza de “Il Collegio”, alla quale ha partecipato fin dalla prima edizione del 2017. Questa è stata anche l’occasione per riflettere sul fatto che secondo lui, nonostante si dica sempre il contrario, la scuola oggi è migliore rispetto a quella di un tempo.
Una domanda dell’intervista ha riguardato il fatto che oggi non si usa quasi più mettere voti negativi agli studenti, come se fosse diventato un tabù. Il professore, che insegna italiano, ha chiarito che non è affatto il suo caso ed è convinto che, invece, le insufficienze siano utili: “Quando sento dire che i voti negativi non servono, mi ricordo che invece a me sono serviti tantissimo”.
Il professor Andrea Maggi ha svelato un aneddoto personale che riguarda la sua esperienza non come insegnante, ma come studente: “Con il senno di poi ho capito che lavorando sui miei 5, ma anche su qualche 4, ho imparato dove sbagliavo e ho trovato lo spazio per il mio miglioramento”.
Che insegnante si sente Andrea Maggi
Anche alla luce di quanto si è visto in tutte le edizioni de “Il Collegio” alle quali ha preso parte, il professor Andrea Maggi è un insegnante esigente, definito spesso come un docente “d’altri tempi”. Ma lui non è d’accordo con la convinzione secondo cui gli studenti e le studentesse non amino gli “insegnanti rigorosi”.
“Per la mia esperienza questo non è assolutamente vero, anzi. I ragazzi apprezzano molto l’adulto che fa l’adulto, non quello che fa il compagnone”. Andrea Maggi ha riflettuto sul fatto che “ci sono molti colleghi che scelgono la strada di proporsi come ‘compagnoni’ e pensano che un modo per farsi stimare dai ragazzi sia non mettere mai le insufficienze”.
Lui, invece, ha notato “che i ragazzi finiscono per rispettare di più l’insegnante che quando deve mette un’insufficienza, che ovviamente dev’essere spiegata, e a quel punto si genera spesso una reazione positiva, ma comunque si crea una stima sulla base che l’adulto fa l’adulto ed è anche onesto nel suo modo di porsi con loro”.
Che tipo di docente è, dunque, Andrea Maggi, vincitore di un premio speciale? Lui è sicuro di essere “un insegnante esigente”, ma ha anche sottolineato di non pretendere mai “la luna dai miei studenti, nel senso che se capisco che uno studente mi può dare 100 gli chiedo 100, se uno studente mi può dare 50 gli chiedo 50. E questa è una cosa fondamentale da capire, secondo me”.
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