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Perché il mito di Sisifo parla di noi: la lezione di prof Galiano

Nel suo ultimo video, il prof e scrittore Enrico Galiano racconta il mito di Sisifo e spiega perché questa storia "parla di me, di te, di tutti noi"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

"Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha". Partendo dal celebre verso di Vasco Rossi, il prof Enrico Galiano trasforma un mito antico in una lezione capace di parlare a chiunque. Al centro del suo racconto c’è il mito di Sisifo, una storia che, dice, "parla di me, di te, di tutti noi". Un mito che attraversa i secoli e arriva fino a oggi con una domanda che ogni essere umano, prima o poi, si pone nella vita: che senso ha tutto questo?

Di cosa parla il mito di Sisifo

"Ti sei mai fatto la domanda: che senso ha tutto questo? Allora questo mito è per te", inizia così l’ultimo video di Enrico Galiano, che ha raccontato, con il suo stile vivace e ironico, il mito di Sisifo.

"Siamo a Corinto, dove regnava un uomo molto astuto e con una abilità che pochi hanno: lui sapeva parlare. Sai quelli che ti intortano con le parole? Ecco, lui. Quest’uomo si chiamava Sisifo".

Un giorno, Sisifo rivelò a un padre disperato che Zeus aveva rapito sua figlia. Il re dell’Olimpo non la prese molto bene, e mandò Thanatos (la morte) a prenderlo. Ma Sisifo riuscì a ingannare anche la morte: a forza di parlare, distrasse Thanatos, lo mise in catene, e per un po’ nel mondo non morì più nessuno.

Ares, dio della guerra, non gradì: a lui "piaceva vedere morti dappertutto", spiega Galiano. Così liberò Thanatos e Sisifo venne portato negli inferi. Ma aveva già preparato un piano: prima di scendere, ordinò a sua moglie di non celebrare il suo funerale. Una volta giunto negli inferi al cospetto di Ade (dio dell’oltretomba) finse di essere stato abbandonato: nessun rito, nessun onore per la sua morte. Così chiese ad Ade un ultimo giorno di vita per sistemare la questione. Il dio dell’oltretomba ci cascò, Sisifo tornò sulla terra e non si fece più vedere per molto tempo.

"Sisifo visse a lungo, invecchiò, si godette ogni momento – dice Galiano -. Ma non si può ingannare la morte per sempre. Quando morì davvero, Ade lo condannò a una punizione terribile. Sisifo doveva spingere un enorme masso su per la montagna. E ogni volta che stava per raggiungere la cima, quella rotolava di nuovo a valle e lui dove ricominciare così avanti per sempre".

Il mito di Sisifo è anche protagonista di una puntata di Sei un mito, il teen drama sull’epica di Virgilio Scuola (la puntata si può vedere qui).

La lezione di prof Galiano sul mito di Sisifo

Come molti racconti d’epica, per Galiano questa storia è un ritratto dell’essere umano: "Questo mito parla di me, di te, di tutti noi mortali. I greci non dicevano ‘uomini, donne’, dicevano proprio ‘mortali’, tanto per essere chiari. Il nostro finale è già scritto: Thanatos che bussa alla tua porta. E allora che senso ha, ti chiedi?".

Qui entra in scena Albert Camus, che nel saggio Il mito di Sisifo (1942) offre la chiave di lettura: "Bisogna immaginare Sisifo felice", spiega Galiano.

"Siamo ossessionati dalla cima, dall’arrivo, dal risultato, dal momento in cui finalmente diremo ‘ecco, ce l’ho fatta’ – prosegue il professore -. Noi passiamo la vita a spingere quel sasso credendo che il senso sia portarlo su. E invece il senso non è mai stato lì. È in quello che succede mentre lo spingiamo".

Anche quando raggiungiamo un obiettivo, fa notare Galiano "arriva sempre il giorno in cui arrivi su e ti accorgi che era tutto inutile", perché "Thanatos bussa alla porta non solo di tutti, ma di tutto". Ogni traguardo, ogni successo, ogni conquista è destinata a finire.

"Ma se impari a stare dentro al movimento, dentro quello che ti attraversa mentre sali, allora anche un masso che cade non ti porta via niente, perché tu intanto hai vissuto. E se hai vissuto pienamente ogni attimo, non hai vissuto invano", ha concluso Enrico Galiano.