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Nuovo esame di Maturità in Italia iStock

Perché il nuovo esame di Maturità è un caso in Trentino

Il nuovo esame di Maturità, con le novità svelate dal ministro Valditara, è diventato un caso in Trentino, dove è stata presentata un'interrogazione

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

In Trentino, in merito alla riforma che ha rivoluzionato l’esame di Maturità e a tutte le novità già annunciate dal ministero dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, c’è chi ha chiesto che sia fatta chiarezza in particolare su un passaggio. Un consigliere provinciale ha fatto un’interrogazione per comprendere se le nuove disposizioni statali troveranno applicazioni diretta nel sistema scolastico della regione a statuto speciale.

Nuovo esame di Maturità: il dubbio sui debiti formativi

Michele Malfer è un consigliere provinciale (della Provincia Autonoma di Trento) e regionale del Trentino Alto Adige. È stato lui a sollevare un problema: la “mancanza di chiarezza sta creando un clima di incertezza e di disagio tra gli studenti”, come riportato dal quotidiano locale Il Dolomiti. Il riferimento è alla riforma della Maturità voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Il dubbio più assillante è quello che riguarda una situazione particolare: saranno ammessi oppure no agli esami di Maturità gli studenti al quinto anno che non hanno recuperato le carenze formative pregresse? Tra tutte le novità riguardanti l’esame finale delle scuole superiori, infatti, quella maggiormente rilevante è “la disposizione che conferma e richiama precedenti atti normativi subordinando l’ammissione all’esame al recupero integrale di eventuali debiti formativi“.

Nel contesto scolastico trentino, ha spiegato il politico, questa innovazione solleva “preoccupazioni crescenti da parte di studenti, famiglie e istituzioni educative. È infatti evidente come una quota non trascurabile di studenti, non ancora in regola con i debiti formativi, si venga a trovare nella previsione concreta di non essere ammessa all’esame, con conseguenze potenzialmente gravi sul piano individuale e sociale, sino al rischio di abbandono anticipato del percorso di studi”.

Malfer ha spiegato che “la perdurante mancanza di chiarezza circa i percorsi di recupero delle carenze formative pregresse stia creando un clima di incertezza e di disagio tra coloro che, non avendo assolto le proprie carenze, magari ascritte ad anni precedenti, si sentono già condannati all’insuccesso, per altro come disposto nella norma nazionale”.

L’interrogazione in Trentino sul nuovo esame di Maturità

Il consigliere Michele Malfer, dunque, ha presentato in merito un’interrogazione, “in considerazione del fatto che la Provincia autonoma di Trento gode di competenza primaria in materia di istruzione“. Secondo lui “appare urgente chiarire se e in quale misura le nuove disposizioni statali trovino diretta applicazione anche nel nostro sistema scolastico e se vi siano margini di adattamento o di interpretazione in sede provinciale”.

Malfer ha aggiunto che “a tale proposito non sarebbe male conoscere gli esiti del lavoro disposto dal costituito gruppo di lavoro. Parallelamente, le istituzioni scolastiche necessitano fin d’ora di indirizzi certi e uniformi, per programmare ulteriori attività di recupero, percorsi personalizzati e azioni di accompagnamento. Tali percorsi e processi misurativi dovrebbero garantire entro la fine del presente anno scolastico ulteriori possibilità al fine di evitare che perduranti inerzie legislative compromettano il corretto percorso scolastico ed il successo formativo dei nostri alunni”.

Il consigliere si è rivolto alla giunta provinciale per capire come si intendono affrontare le novità introdotte dalla riforma nell’esame di Maturità e quali saranno le ricadute nel sistema scolastico trentino (già contrario alla legge sul Valditara sul voto in condotta) .

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